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Crocifisso
Poteva, un caso come quello del crocifisso,
passare inosservato nell'Ovadese?
Certo che No. La nube
dell'integralismo in difesa dell’identità culturale e religiosa si allarga ed in
alcuni casi, offusca la mente, sconfinando nel populismo, nella bugia, nello
stravolgimento della storia italiana ed europea, nell'intolleranza e nel
razzismo. Altro che cultura solidale e dell'accoglienza!
Adel Smith, che é un emerito signor nessuno dovrebbe ringraziare i Nuovi
Crociati che gonfiati i petti di sacra indignazione hanno tratto la spada
dell'urlo a difesa del cristianesimo. Che spot lunghissimo! Che magnifico lancio
pubblicitario!
In
Italia, in Europa e nel mondo, ci sono cose molto più importanti, però non é
possibile discuterne. Nei salotti della politica, nei talk show ed anche sui
giornali, la propaganda politica ed elettorale, lo show e l'audience, sono più
importanti del ragionamento. Quello che offende veramente, però, é che chiunque
parli di questo caso, lo fa nel nome di tutti. Lo fa Adel Smitt, lo fanno gli
offesi dal provvedimento del giudice.
Nel
caso del magistrato, poi, apriti cielo. I giudici sono buoni solo quando
emettono sentenze a favore.
Allora diciamo che:
1)
Ci sono i magistrati che sbagliano come in questo caso, in quello dell'IMI -
SIR o del lodo Mondadori e ci sono quelli che fanno la cosa giusta: tipo
assolvere i poliziotti del G8 e ultimo G. Andreotti.
Ergo la magistratura non è una cosa compatta e a senso unico.
2) I crocifissi "abitano" i luoghi della P.A. non da tempo immemorabile ma da
quello dei Patti Lateranensi ovvero il "concordato" tra il Vaticano e lo Stato
Fascista e rinnovati (con poche modifiche) moltissimi anni dopo da Bettino
Craxi. Ritengo superfluo qualsiasi commento!
3) I crocifissi nelle scuole, da lungo tempo, sono relegati a mero arredamento.
Molto più grave mi sembra "l'ora di religione" svolta da uno pagato dallo Stato
ma espresso dalla Curia; oppure il finanziamento pubblico alle scuole private,
(non tutte) che se poi sono confessionali... il "lavaggio del cervello" è
garantito. Come genitore non mi scandalizzo per un simbolo in più o in meno, ma
del fatto che il 70% delle scuole italiane sia stato censito come "inadeguato" a
vario titolo (uscite di sicurezza, porte tagliafuoco, strutture antisismiche,
standard igienici, ecc.)
4) I crocifissi da vent'anni a questa parte, silenziosamente, scomparivano dai
vari uffici. Sono anni che non ne vedo più (salvo qualcuno) negli ospedali,
nelle aule di giustizia, all'anagrafe, all'università, ecc. La laicizzazione
dello Stato è una cosa lenta ma inevitabile.
Di questo occorre parlare, ma, tanti rifiutano di riconoscere uno Stato
laico. Talvolta ci sono scogli come Adel Smith che fanno tornare indietro le
lancette dell'orologio della storia.
Negli ultimi tre anni è esplosa la moda
delle catenine con vistosa croce in brillantini. Ancora oggi, G. Scotti, li
regala a "passaparola". Ritorno di fiamma religioso? No, solo moda. La simmetria
della croce mette in risalto un altrettanto simmetrico decolté. Quante ora
invece la indosseranno in modo consapevolmente fazioso (non spirituale)?
5) Pare singolare, che
nessuno grida allo scandalo, nel momento in cui, un crocifisso, costato tanti
quattrini, ed esposto in occasioni giubilari, si lascia marcire nei prati, in
attesa di nuova collocazione, con l'indignazione dello scultore che lo ha
realizzato, vedi il TG2 del 28/29 ottobre. Però, questa battaglia sui
crocifissi, scoppia ed avvenga a poco più di un mese dall'apertura di Fini sui
diritti agli emigrati.
Il
popolo indignato ora rumoreggia "ecco sono venuti qui da poco e vogliono imporci
le loro regole. Se non accettano la nostra cultura e religione possono restare a
casa loro." Che straordinaria coincidenza! Nessun TG ricorda che i mussulmani
sono meno del 20% degli extracomunitari presenti sul nostro territorio, gli
altri provengono da Sud-America, dal Est-Europeo e dalle Filippine. Cattolici,
protestanti (metodisti, anglicani, ecc) e ortodossi... tutti cristiani.
6) I magrebhini (quindi musulmani) sono approdati in Italia tra la fine degli
anni 70 e gli inizi degli '80. Sono cosa recente. Ma noi atei o noi ebrei, che
italiani lo siamo da sempre, cosa dovremo dire?
Cosa devo dire io, italiano da generazioni infinite, che mi è stato imposto il battesimo in stato di incoscienza? Che la comunione, come la cresima le ho subite come tappe inevitabili per l'ingresso nella società? Che ho dovuto fare catechismo subendo i filmini sulla guerra di Spagna, come nel '34 gli eroici preti sacrificavano la loro vita per porre in salvo il tabernacolo dalle orde comuniste, atee e sanguinolenti?
Cosa devo dire, quando l'uso ed il costume m'impone di fare altrettanto con i miei figli, altrimenti, in caso contrario ne subiranno le conseguenze e le indignazioni?
Cosa
devo dire della cultura cattolica, di cui qualcuno si sente orgoglioso, che
vietava la lettura della Bibbia e dei testi teatrali, oppure, dell'uso improprio
del crocifisso ai tempi della santa inquisizione e della caccia alle streghe, o
della scomunica del 1947 emessa dal "santo uffizio" e fatta propria da tanti
vescovi ed imposta ai cattolici, pena la stessa salvezza dell'anima ?
7) Dalla rabbia che emerge e che vedo crescere, capisco che questo paese non ha
ancora superato la guerra civile strisciante dopo il II conflitto mondiale.
Personalmente
condivido il parere di Tullia Zevi.
Siamo sempre più una società multietnica e multireligiosa. Di conseguenza
il nostro Stato e le nostre istituzioni devono restare laiche. Ovviamente mi
auguro che il confronto democratico possa crescere appianando le storiche
divergenze in funzione del bene comune. Ma negare che esista, in modo ipocrita
ma political-correct, non fa che alimentarlo.