“Togliere la sinistra dalle mani dei padri”
Nel bellissimo film “Indovina chi viene a cena”, il giovane Sidney Poitier, rivolgendosi al padre dice: “È giunta l’ora in cui i vecchi si devono togliere dal groppone dei giovani”. Oggi, in una vignetta di S. Staino, la madre di Bobo, consiglia al figlio, vista la pancia, di andare a fare due passi e lasciare la TV ai giovani; poi, rivolgendosi alla nipotina, che la ringrazia, dice: ”Dovete crescere in fretta e oltre al telecomando togliere anche la sinistra dalle mani di tuo padre e della sua generazione”. Parole significative, se consideriamo gli eventi ed il momento in cui queste due frasi vengono pronunciate. Intendiamoci, il rinnovamento generazionale ed il passaggio di consegne, interessa l’insieme della società italiana che, nonostante i tentativi di rinnovamento, perpetua il concetto Gattopardesco “Rimescolare tutto per non cambiare niente”. Conservando così il peggio del sistema di potere: politico, culturale, economico e sociale. Interessa tutti i partiti ed in particolare la sinistra, componente storica del rinnovamento e portatrice di valori e principi progressisti.
La destra si aggiorna però, non cambia. Modifica solo il look: lascia il fez e la camicia nera, per il doppio petto e cravatta. L’abbiamo visto ovunque ed in Italia quando è ritornata al governo. L’abbiamo vista al G8 di Genova, ed oggi che ripropone le leggi razziali. Al posto della tessera annonaria, di memoria fascista, la card dei poveri ed anziché il censimento degli ebrei marchia i bambini rom. Invece di assumere nuovi agenti, blocca il turn over, taglia i fondi per la sicurezza e schiera l’esercito nelle città. Nel nome della riservatezza e della privacy sulle intercettazioni, decide il carcere per giornalisti e pubblici ufficiali. Mette il bavaglio, addomestica e manipola l’informazione, secondo le esigenze del governo. Nonostante le roboanti dichiarazioni sulla famiglia taglia la spesa sociale i servizi e allarga il divario tra ricchi e poveri. Quando sosterrà che i treni arrivano in orario, anche se, la conclamata fine dell’emergenza rifiuti a Napoli assomiglia a questo, il paragone con il ventennio fascista è completo.
Qualche anno fa si rimpiangeva Andreotti ed i governi DC, ora, il centro sinistra, rimpiange, con lacrime di coccodrillo, il governo Prodi. Pur tra tanti litigi, in 18 mesi, per le famiglie, i pensionati più poveri, qualcosa si è fatto. Per cui, fosse rimasto lui, si sarebbero rivalutati pensioni e salari, approvata la legge sulla non autosufficienza ed assicurato un lavoro ai giovani. Purtroppo il centro sinistra dimentica gli errori e le divergenze della coalizione, le scelte sbagliate ed il falso rinnovamento di Veltroni. Certo, oggi, decide Berlusconi che, attua i piani della P2 e promulga leggi ad personam.
L’Italia è un paese a rischio democratico. Quindi, si rende necessaria un azione unitaria di tutta l’opposizione per evitare il peggio che si profila nelle azioni dell’esecutivo. Occorre uscire dalle sole enunciazioni ad effetto mediatico ed in concorrenza nell’ opposizione. Anche a livello locale, l’azione di governo amministrativo deve decidere il che fare. Serve programmare il futuro e dare risposta agli interrogativi presenti tra i cittadini. In particolare è auspicabile una riflessione a sinistra. I recenti congressi nazionali, purtroppo, non vanno in questa direzione. Si continua a sottovalutare quanto successo, si propongono vecchie ricette. Il conservatorismo prevale. Interessi ed ambizioni dei singoli prevalgono su quelli collettivi. La sinistra ha bisogno di rinnovamento: vi sono al suo interno, le risorse e la capacità di risposta al fallimento del sistema consumistico, in grado di governare il cambiamento garantendo i più deboli ed assicurando il futuro del paese e delle nuove generazioni. Forse, non è la sinistra dei figli contro padri, però è una sinistra nuova, giovane nelle idee, che deve scalzare tutti quelli che con determinazione hanno portato la sinistra dove oggi si trova: isolata e fuori dal Parlamento.
07/08/2008