ATTENTATO TERRORISTICO DI LONDRA

     Dopo l'attentato terroristico londinese, la prassi fotocopia della condanna, dello sdegno, del cordoglio e della solidarietà verso i famigliari delle vittime e verso il paese colpito, si é messa in moto. Comunicati, video conferenze, salotti televisivi, servizi giornalistici ecc

Il terrorismo che ha colpito Londra, ha colpito tutti gli europei e i popoli del mondo.
Questa é una posizione comune a tutti coloro che condannano l'atto terroristico. Dai partiti politici alla chiesa cattolica.
Naturalmente, poi, qualcuno cerca di sfruttare la diversità e cerca lo scoop mettendo in bocca al Papà o chicchessia frasi e concezioni non espresse.

Ancora una volta si utilizzano i morti ed atti barbarici per fini politici ed elettorali. Scusate l'irriverente espressione verso i morti innocenti, ma non se ne può più di tormentoni a "reti unificate" di fiumi di retorica e di banalità. Si continua a confondere lo strumento (il terrorismo) con le finalità (chi ci guadagna, in soldoni?).
Avete provato a parlare con chi si occupa di investimenti finanziari, chiedere cosa é successo in borsa prima e dopo l'attentato di Londra?

Fatelo, informatevi!

Il Papa, giustamente, prega per le vittime e per i carnefici; chiede ai terroristi di fermarsi, di non essere portatori di morte.
" Blair dichiara che è impossibile prevenire atti come questi. Il terrorismo ha cause profonde; anche disponendo di tutta la sorveglianza del mondo, non li si potrà fermare".

In Italia si propongono soluzioni straordinarie, che, pur trovando disponibilità nelle forze politiche, pronte a discuterne, appaiono propagandistiche e lasciano il tempo che trovano. Non accettiamo le minacce e siamo solidali con chi li riceve.
Certo, cosi come dopo l'undici settembre, eravamo tutti americani ed in seguito tutti spagnoli: oggi ci sentiamo tutti londinesi e rafforziamo l'impegno nella lotta contro il terrorismo, per la vita, la democrazia, la libertà del nostro pianeta.
Però, la domanda sorge spontanea: possibile che gli italiani, vaccinati dal terrorismo (più nero che rosso, da piazza Fontana alla stazione di Bologna) siano disposti ad accettare una visione schematica, semplicistica ed edulcorante della realtà. "Bisogna combattere il terrorismo in tutte le sedi".
"Belin", che idea!

Ma come: rimovendo le cause che lo determinano, oppure smantellando i servizi segreti di tutto il mondo, CIA prima di tutti; o ancora, non creando più, in giro per il mondo, regimi fantocci e personaggi come Bin Laden, magari non trattare con loro e non invitandoli mai più al pokerino del mercoledì sera (come dice il mio amico Mirko)?

Ovviamente, fa bene Londra, città cosmopolita a continuare la vita di sempre, quando però, si é determinati a difendere tout court "il nostro stile e sistema di vita", si continua ad essere divisi tra chi, vuole lo scontro frontale e continuare con i bombardamenti e chi, mantiene la contrarietà sugli interventi militari a partire da quello in Irak e cerca il dialogo e le convenzioni; tra chi propone le manifestazioni, gli atti di solidarietà, gli ordini del giorno, la mobilitazione generale ed universale contro il terrorismo e, chi, insiste sulla guerra di civiltà e religione. Tutto questo basta, può bastare?
Credo di No! Proviamo ad essere seri e riflessivi?

Possiamo pensare di ignorare lo stato di miseria e fame atavica, frutto di dominazione, repressione, sottosviluppo, rapina delle risorse, indebitamento causate da colonialismo e divisione internazionale dello sviluppo e mercato del lavoro, che coinvolge la maggioranza del globo?

Possiamo incominciare a pensare che non c'è nessun "scontro di civiltà" ma che si pagano ora errori di un passato recente?
L'attacco all'occidente, non é storia di oggi. Semmai oggi sfrutta le conseguenze e la situazione determinatesi in questi decenni. Incomincia dalla base di una piramide storico/religioso/geografico e inizia col dissolvimento dell'Impero Ottomano e continua con le frustrazione dei (pan) arabi nella "sistemazione" definita dagli inglesi fra l'inizio secolo XX e il 1948.

Frustrazione... questa potrebbe essere, insieme a quanto detto sopra, la parola chiave. Quelli che continuano a lanciare proclami di forza e di vittoria, non fanno altro che aumentare l’odio. Questo è l'inizio.

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