|
ATTENTATO TERRORISTICO DI LONDRA Dopo l'attentato terroristico londinese, la prassi fotocopia della condanna, dello sdegno, del cordoglio e della solidarietà verso i famigliari delle vittime e verso il paese colpito, si é messa in moto. Comunicati, video conferenze, salotti televisivi, servizi giornalistici ecc
Il terrorismo che ha colpito Londra, ha colpito tutti gli europei e i
popoli del mondo.
Ancora una volta si utilizzano i morti ed atti barbarici per fini politici
ed elettorali. Scusate l'irriverente espressione verso i morti innocenti,
ma non se ne può più di tormentoni a "reti unificate"
di fiumi di retorica e di banalità. Si continua a confondere lo
strumento (il terrorismo) con le finalità (chi ci guadagna, in
soldoni?). Fatelo, informatevi!
Il Papa, giustamente, prega per le vittime e per i carnefici; chiede ai
terroristi di fermarsi, di non essere portatori di morte.
In Italia si propongono soluzioni straordinarie, che, pur trovando disponibilità
nelle forze politiche, pronte a discuterne, appaiono propagandistiche
e lasciano il tempo che trovano. Non accettiamo le minacce e siamo solidali
con chi li riceve. Ma come: rimovendo le cause che lo determinano, oppure smantellando i servizi segreti di tutto il mondo, CIA prima di tutti; o ancora, non creando più, in giro per il mondo, regimi fantocci e personaggi come Bin Laden, magari non trattare con loro e non invitandoli mai più al pokerino del mercoledì sera (come dice il mio amico Mirko)?
Ovviamente, fa bene Londra, città cosmopolita a continuare la vita
di sempre, quando però, si é determinati a difendere tout
court "il nostro stile e sistema di vita", si continua ad essere
divisi tra chi, vuole lo scontro frontale e continuare con i bombardamenti
e chi, mantiene la contrarietà sugli interventi militari a partire
da quello in Irak e cerca il dialogo e le convenzioni; tra chi propone
le manifestazioni, gli atti di solidarietà, gli ordini del giorno,
la mobilitazione generale ed universale contro il terrorismo e, chi, insiste
sulla guerra di civiltà e religione. Tutto questo basta, può
bastare? Possiamo pensare di ignorare lo stato di miseria e fame atavica, frutto di dominazione, repressione, sottosviluppo, rapina delle risorse, indebitamento causate da colonialismo e divisione internazionale dello sviluppo e mercato del lavoro, che coinvolge la maggioranza del globo?
Possiamo incominciare a pensare che non c'è nessun "scontro
di civiltà" ma che si pagano ora errori di un passato recente? Frustrazione... questa potrebbe essere, insieme a quanto detto sopra, la parola chiave. Quelli che continuano a lanciare proclami di forza e di vittoria, non fanno altro che aumentare lodio. Questo è l'inizio. |