Cattive abitudini nei seggi elettorali ?
Come i calciatori che, con una canzone invitano i loro colleghi al rispetto delle regole per il bene di tutti, con questa mia, pongo una riflessione sulla applicazione delle regole (Legge) che consentono lo svolgimento del voto ed il lavoro dei componenti i seggi elettorali.
Scontato che quelli che hanno vinto o perso lo hanno fatto senza se e senza ma, lo spunto viene da quanto succede nei seggi in occasioni delle elezioni. Non ultimo l’episodio di Ovada riportato dal quotidiano la Stampa nella giornata di lunedì 14.
Partecipo al lavoro dei seggi, in qualità di scrutatore o rappresentante di lista e segretario, più volte vicepresidente, fin dal 1965. Nelle diverse funzioni, ne ho visto e sentito di tutti i “colori”: nello spoglio delle schede, nel comportamento degli elettori e dei componenti il seggio.
Prima di procedere, faccio due citazioni conosciute che a mio vedere, calzano l’occasione:
(1) “Si sospetta che gli italiani siano un popolo approssimativo, indolente, poco incline a rispettare le leggi e a mantenere gli impegni”;
(2)“L'umiltà è una virtù stupenda. Il guaio è che molti italiani la esercitano nella dichiarazione dei redditi”. Queste citazioni ne ricordano altri applicabili per altre occasioni come: “In ogni partita di calcio tutti siamo arbitri ed allenatori”.
Detto questo entro nel merito di comportamenti ed applicazioni discutibili o poco rispettose della legge e del regolamento. Non faccio nomi e non voglio denunciare nessuno. Inoltre, capisco che a volte, serve il buon senso più che l’applicazione rigida, però, nessuno dei componenti i seggi può permettersi il diritto di modificare o aggirare il regolamento e la legge. I miei riferimenti non sono riconducibili ad un seggio o ad un singolo componente di questi. Parlo di episodi e fatti verificatesi in tanti seggi, ed affrontati in modo diverso in ognuno di essi:
1) Non tutti i seggi hanno la stessa predisposizione dei tavoli e delle urne, malgrado il regolamento;
2) Non in tutti i seggi gli scrutatori sono disposti ed utilizzati allo stesso modo;
3) Non tutti i seggi seguono l’indicazione di legare le urne ai tavoli;
4) Alcuni non rispettano la regola per la timbratura delle schede, deve vidimare il presidente;
5)Quasi in tutti i seggi non sono predisposti sedie e tavolini per i rappresentanti di lista; questi, a volte, per aver uno spazio per il loro compito, devono chiedere umilmente il permesso al presidente che, a volte, lo concede a “discrezione”;
6) Tutti i componenti del seggio sono pubblici ufficiali, però per alcuni di essi i rappresentanti di lista lo sono meno, sono invadenti e mal sopportati e non tutti sono rispettosi di questo onere;
7) In alcuni seggi si ritiene superfluo l’esibizione del documento d’identità, però sul registro non si trascrive neppure il documento di chi lo riconosce, come stabilito dal regolamento;
8) Succede che in qualche seggio non sempre il ruolo di ognuno viene rispettato ed applicato. A volte si verifica l’assenza del presidente e del suo vice in contemporanea, o di quattro componenti senza che il seggio venga chiuso.
9) Non sempre si attende la conferma dello scrutatore che dichiara l’elettore iscritto al seggio, per cui si verifica che lo stesso vota in un seggio non suo, per cui, si deve rimediare all’errore. In questo caso, molti presidenti rispettano la prassi del regolamento, annullando le schede, (se non gia poste nell’urna) e dopo aver trascritto il verbale chiuse nell’apposita busta. Altri trovano modi più sbrigativi bay passando il regolamento: portano elettore e schede nel seggio giusto per fare cambio di schede, le due votate per altre due bianche. Può sembrare una cosa normale, non vi è broglio, però, non è regolare, non è permesso ed inoltre è possibile la violazione della segretezza del voto: le firme sulle schede sono diverse;
10) un altro caso è quello dell’elettore che si accorge di aver sbagliato. La legge consente il cambio previo annullare la scheda sbagliata, firmarla, chiuderla nell’apposita busta, trascrivere sul verbale e vidimare altre due schede. Qualcuno consente al cambio però, con metodo sbrigativo senza trascrivere nulla, mette le schede annullate in fondo a quelle vidimate che avanzano.
11) Elettori fisicamente impediti: succede che qualcuno non verifica la veridicità e si attiene solo al certificato medico, anche se l’elettore non è cieco, non gli mancano le mani e non presenta segni di paralisi ed impedimenti;
12) Qualche volta si chiude un occhio di fronte al cieco senza certificato medico o timbro sul certificato elettorale e si applica la conoscenza diretta della sua infermità.
13) Stessa cosa avviene per il portatore di handicap che non presenta nessun documento che attesta l’handicap, però, essendo conosciuto da quasi tutti si fa finta di niente e si consegna le sue schede al genitore che vota per entrambi.
14) Non tutti i seggi seguono il metodo dello spoglio una scheda per volta. Vi è chi fa i mucchi facendo aprire le schede a più scrutatori. Poi si contano i voti riportati per ogni partito. C’e chi segue alla lettera il regolamento affrontando subito eventuali divergenze sulle schede bianche e nulle, chi invece rimanda tutto a fine spoglio. Tuttavia in questa operazione prevale il buon senso, ma spesso il metodo che consente di fare prima.
Questi solo alcuni esempi di fatti che succedono nei seggi. Conosciuti dai quei rappresentanti di lista ovadesi che hanno la sana abitudine di presiedere i seggi per tutta la durata del lavoro e non di arrivare solo allo spoglio dei voti, Tuttavia, cose che ognuno di noi capisce e forse, ritiene non importanti, di possibile soluzione con l’applicazione del buon senso. Però il punto non è questo. Si tratta si capire se il rispetto delle regole e leggi valgono per tutti oppure se ognuno può applicarli a seconda del suo stato d’animo e discrezione. Stabilire sé, i pubblici ufficiali dei seggi sono tenuti all’applicazione del regolamento e legge, anche discutibili?
Certamente, cosi come stanno le cose, quello che non va bene è il troppo “buon senso” e “chiudere un occhio” adoperati ed a volte imposti ai componenti del seggio. Non è giusto il rifiuto ed il battibecco sulle richieste di trascrizioni a verbale. Non va bene considerare il rappresentante di lista come il rompi scatole di turno che ritarda il lavoro del seggio, oppure colui che è prevenuto nei confronti degli altri componenti il seggio ed in particolare verso il presidente. Quello che non va bene è il rifiuto o il lasciar correre delle richieste di trascrizioni a verbali. Sono queste cose, che a volte animano il seggio fino a fare accalorare i disputanti ed a volte a portarli in questura oppure nella caserma dei CC. In tutto ciò, alla fine chi ci rimette è quasi sempre il rappresentante di lista ed il partito da lui rappresentato, perché, anche se gli animi si sedano ed ognuno rinuncia a procedere oltre, di solito questi viene considerato come indesiderato e quindi allontanato dal seggio per disturbo allo svolgimento delle operazioni. Quindi, resta l’interrogativo del che fare per superare questo andazzo che è frutto, a volte, di troppa sicurezza e abitudine, di meccanismi farraginosi e di pressapochismo, di un vizio di fondo nella designazione di presidenti e scrutatori. L’ideale sarebbe il sorteggio e non la spartizione partitica, la nomina di una figura istituzionale di gruppo di sezioni, con il compito esclusivo di controllare e vigilare sui seggi, a cui potersi rivolgere quando sorgono divergenze. Infine l’applicazione del regolamento la dove recita che i comuni devono addestrare e formare in una riunione gli stessi componenti i seggi. Naturalmente, al fine di garantire l’ottimale, occorrono pure il buon senso e soprattutto l’umiltà di comprendere i diritti e doveri degli altri.
18 aprile 2008