Domenica 16 Ottobre  

( Le Primarie )

    Come sostengono diversi opinionisti e commentatori politici, le Primarie devono coinvolgere gli elettori e gli schieramenti contrapposti. Vero. L'ideale sarebbe che venissero istituzionalizzate e regolamentate per legge, come in USA. Tuttavia, quelle dell'Unione restano importanti e di assoluta novità nel panorama politico italiano.

Non é vero che si é trattato di una farsa. Non é vero che tutto era scontato. Prodi era stato designato leader candidato a guidare la coalizione del centro sinistra, però, la candidatura necessitava di una investitura ufficiale. Può darsi che nella CdL sia sufficiente la decisione di Berlusconi, nel centro sinistra non essendoci padroni, la decisione dei segretari non basta.

Il 75% dei consensi ottenuti da Prodi promuovono l'investitura e silenziano i dubbi sollevati in precedenza. Non solo, i quattro milioni e duecentomila votanti, reali, dimostrano la straordinaria partecipazione degli elettori e la conferma che le scelte proposte dai vertici, corrispondono a quelle della base. Inoltre, la varietà dei partecipanti al voto, fuori dagli schemi dei partiti,  consente di gridare un forte No al signor Berlusconi. No, non é vero che Prodi vince solo quando vota la sinistra. Quel 75% non é di soli elettori del centro sinistra. Vi sono tanti voti che prima erano del centro destra. Quindi sarebbe il caso di un sonoro pernacchio, ma, un NO basta e avanza.

Berlusconi a capito ed é per questo che sta sull'orlo di una crisi di nervi, che La giornata di domenica 16 ottobre resterà nella storia democratica di questo paese e degli italiani. Non solo di quelli che sono andati a votare alla primaria dell'Unione, anche negli altri. Quelli che andranno a votare per Prodi ed il centro sinistra, non appena lui, porterà via i Maroni gli Schifani i Castelli, gli Storaci e Gasparri, i Bondi e Calderoli dai palazzi ministeriali e dal governo del Paese. Spero sia molto presto. Anche se, non attendo, da lui, un segnale ed un azione di sano principio democratico. Anzi, mi aspetto colpi di coda, azioni puramente propagandistiche e decisioni antidemocratiche.

Domenica 16 ottobre si sono viste le due Italie, quella stanca: di favole e promesse, di stenti e sacrifici, di arroganza e presunzione; che dice basta e vuole il cambiamento reale attraverso la partecipazione democratica.

Poi, si é vista quella dei salti mortali per restare attaccata alle poltrone del potere; che promulga leggi ad personam, che riforma la costituzione e la legge elettorale a maggioranza, solo per favorire la sua parte politica; che denigra l'opposizione e svilisce una cosa democratica come le Primarie. Questo, solo perché, la casa delle libertà é nata ed é strutturata come un azienda. Quindi, il suo padrone non vuole le primarie. Paura di una sonora sconfitta al suo interno, prima ancora che nel paese. Tanto é vero che usa il ricatto delle candidature per tenere unita la coalizione ed ottenere il voto favorevole nelle Leggi che modifica, vedi legge elettorale e Devolution.

Domenica 16 ottobre, si é vista pure un altra Italia: quella della mafia, della ndrangheta, degli sporchi interessi, del business malavitoso. Quella che gode di coperture politiche e che il governo non combatte adeguatamente, malgrado i tanti proclami. Si é vista l'Italia che ammazza le persone e i politici onesti. A Locri, davanti ad un seggio dell'Unione, questo é successo. Il vicepresidente del consiglio Regionale girava in lungo ed in largo attraverso la campagna calabrese. Poteva essere ammazzato in altri momenti e altri posti. La ndrangheta ha scelto quel momento, mentre faceva la fila per votare; mentre sceglieva il candidato per le prossime elezioni. Chi lo ha ammazzato, ha voluto dare un segnale preciso. Un segnale che dice chiaramente che in Calabria e nelle realtà dove la criminalità organizzata é fortemente presente, non é la politica a decidere e nulla cambia se la ndrangheta non vuole.

La criminalità organizzata, presente nella moderna economia, non vuole controlli. Non vuole il cambiamento alla regione Calabria ed in tutto il paese. Vuole il dominio incontrastato ed il controllo della politica e degli uomini politici. Chi non si sottomette muore. Chi ammazza non vuole la democrazia e non vuole il centro sinistra in Calabria e nel Paese. Chi non capisce questo e non lo combatte con fermezza usando gli strumenti logistici e legislativi esistenti e non utilizzati é complice.

Però, la risposta delle Primarie e quella delle migliaia di giovani in Calabria, dicono che tutto questo può essere fermato; che un altra Italia, senza "pizzo" e liste di proscrizioni, senza mafia e padroni, libera e democratica, l'Italia di tutti é possibile.

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