Nuove
BR
Oggi,
un plauso alla magistratura ed alle forze dell’ordine che hanno sventato i
propositi delle nuove sedicenti BR. Speriamo che nei prossimi giorni si faccia
maggior chiarezza sugli intenti e sui legami politici e strategici. Auguriamoci
che le tanto vilipesi “toghe rosse”, attaccate in altre occasioni siano
messi in grado di condurre le indagini e produrre sentenze in merito.
Tuttavia,
negare che vi sia dello sciacallaggio politico attorno agli arresti della
colonna BR, significa negare la verità evidente agli occhi di tutti.
Puntuali
come sempre, si sono aperti i circoli processuali ed i forum accusatori a senso
unico. Berlusconi, onnipresente in ogni fatto ed argomento politico, sociale e
di costume del paese, parte all’attacco della sinistra. Molto strano il suo
silenzio nelle vicende della violenza negli stadi, focolai di coltura
terroristica, se non per difendere i suoi interessi rifugiandosi alle spalle
degli abbonati. Il cavaliere parla di odio nei suoi confronti. L’odio, da lui
e dai suoi mass media e direttori di giornali, sparso nell’aria ed in ogni
cosa che lo circonda, da, quando è sceso in politica. Odio che caratterizza il
confronto politico italiano, dividendo in buoni e cattivi, belli e brutti, gay e
no, coglioni ed intelligenti, cattolici e laici, democratici e antidemocratici,
liberisti e statalisti, americanisti e antiamericani, atlantisti e terroristi.
Naturalmente a lui, fanno eco i colonnelli del centro destra. Questi, accostano
al terrorismo ogni tipo di manifestazione da quella, riuscita e pacifica di
Vicenza, contro l’allargamento della base USA
e la contrarietà di tanti pacifisti nel sostenere la missione in
Afghanistan. Poi, vi sono i professori filosofi, gli editorialisti e
pennivendoli, che da trent’anni sostengono che il terrorismo fa parte
dell’ideologia di sinistra coltivata e caldeggiata nei centri sociali e nel
sindacato cgil, quelli che trovano il collegamento con i partigiani quali
fornitori delle armi alle BR. Si distingue fra tutti il direttore di Libero:
Belpietro.
Ancora
una volta l’attacco alla sinistra ed al sindacato. A coloro che da sempre
combattono il terrorismo, che in tempi non sospetti, senza tentennare, hanno
preso le distanze scendendo in piazza ed adottando un comportamento coerente in
tutti gli attentati, 450 circa , dalla gambizzazione di Montanelli al rapimento
e omicidio di Aldo Moro, Tarantelli, d’Antona e Biagi, dimostrando di stare
con le Istituzioni democratiche e con lo Stato repubblicano, lasciando sul
campo, mutilati e morti, Guido Rossa vale per tutti; mentre altri erano pronti a
trattare con le BR o parlavano di “compagni che sbagliano”.
Negli
anni 70/80, il mondo del lavoro, la sinistra ed il sindacato, non ebbero dubbi
sul disegno politico delle BR. Sulle convinzioni e concezioni, che avevano
trovato consenso in una sparuta minoranza all’interno del “movimento”.
Minoranza isolata e non condivisa dagli operai e dai lavoratori.
L’affermazione di allora, che vale ancora oggi, che molte gesta partivano da
segnalazioni da dentro la fabbrica è sbagliata. Le lamentele per il disagio
sociale, per lo sfruttamento e per certi “stronzi e servi dei padroni” sono
tutt’ora presenti nelle nostre città ed in qualsiasi posto di lavoro. Allora
ed anche adesso sono prese a pretesto. Voglio ricordare come esempio Napoli ed
il terremoto dell’80 in Irpinia. Il terrorismo ha sempre cercato di cavalcare
i problemi ed i disagi, solo per tornaconto politico. Questo si è capito da
subito. Solo chi ha le fette di salame negli occhi ed utilizza le BR per
polemizzare ed attaccare il sindacato non vuole o fa finta di non saperlo. Tra
l’altro, ritornando a quegli anni, parliamo di un brutto e controverso periodo
della nostra storia, ancora pieno di misteri ed omissis.
( Moro, Dozier, piazza fontana, e tutte le stragi nere). Tuttavia, oggi
come allora, non si può concordare con le motivazioni e le ragioni di chi
scelse quella strada. Rimangono ancora un alibi, le condizioni generali delle
masse popolari e dei lavoratori, del disagio sociale, del welfar e dei diritti.
Vero, a centinaia di migliaia cantavamo "Contessa".
La canzone che più smuoveva i sentimenti di giustizia e che coinvolgeva. Era il
vangelo, la "ballata" che meglio rappresentava la lotta, la storia, le
aspettative di chi aveva le "palle piene" di una vita di stenti e di
soprusi ed era pronto e disposto alla spallata finale. Però, come la storia in
seguito insegna, la classe operaia ed in generale il “movimento”, mai hanno
pensato che “spallata finale” significasse lotta armata ed assassinio di chi
lavora per il progresso ed il riscatto civile delle masse popolari. Spallata,
era resistere un minuto in più del padrone. Questo dovrebbero capirlo tutti
quelli che si affannano a criminalizzare il sindacato e la sinistra. Dovrebbero
capirlo quei “santoni e guru” ideologi, non pentiti, delle BR, che
continuano a fare appelli e conferenze in giro per il paese e gli atenei.
Infine,
molto strano questo paese. Strano pensare che la memoria storica sia assente
dagli italiani o credere che
19/02/2007