Rimandati ad Ottobre o Bocciati?
L’elezione di D. Franceschini segretario del PD chiude una parentesi, ma, lascia aperta quella del Che Fare e di cosa è o dovrebbe essere il PD?
Questa promozione appare contraddittoria, visto che Dario era vice di Veltroni ed ha condiviso responsabilità ed errori. Non è cosi. Franceschini è la risposta alla nomenclatura correntizia che ha ostacolato e messo in difficoltà Veltroni dopo la sconfitta di Roma. Franceschini è la continuità del progetto pensato da Veltroni. Progetto che entra in rotta di collisione con la storia dei partiti italiani. In particolare con quelli di sinistra di origine anarchica e rinascimentale. Tuttavia, pur non condividendolo, il progetto del movimento di Veltroni, è originale, una delle possibili risposte al sistema degli apparati dei vertici e di quelli aziendali, per nulla democratici, che si è configurato in questi ultimi vent’anni.
La decisione di passare la mano a Franceschini, vuole dimostrare che il progetto non è considerato superato o fallimentare, ma, che abbisogna di tempo, fiducia e lealtà per la realizzazione. Significativa, appare, la frase di Franceschini: “Non farò trattative con nessuno. Chi applaude oggi non venga a chiedere domani”. Quindi il progetto, debole e inadeguato alla situazione attuale, va avanti, anche lasciando morti e feriti per strada. Significativo il numero dei delegati che ha partecipato alla convention che ha eletto il segretario, neppure la metà degli avente diritto.
A questo punto chi deve decidere se starci e continuare a lavorare al progetto, sono tutti quelli che si sono tappati il naso, i delusi o critici, quelli che propongono metodi, linee e partito diversi, quelli che da sinistra, si sono candidati al posto di Veltroni; infine, quelli che da sempre non vogliono morire democristiani. Si, perché, per ora l’unica cosa possibile nel PD è quella di rifare una nuova DC. Quindi, rimandare al congresso di ottobre, al dopo elezioni (europee ed amministrative), sperando di lucrare su una possibile ed ulteriore sconfitta, significa lasciare morti e feriti alle cure di Casini, Lega e DiPietro. Significa perseverare nella distruzione della sinistra, iniziata con la decisione di Veltroni di andare da solo, causando anche la caduta del governo Prodi. Il progetto di Veltroni, forse, nel tempo e tra le nuove generazioni ha ancora possibilità. Quello di cui prendere atto oggi è che, la decisione di mettere insieme due partiti profondamente diversi in chiave anti berlusconi ed elettorale è fallita. Inoltre è fallimentare il tipo di opposizione attuata dal PD a questa destra fascista e razzista. Quindi, rimandare al congresso e continuare a discutere sul futuro candidato è profondamente sbagliato. Il problema è il Che fare di fronte alla crisi mondiale. Da che parte stare e quali risposte? Se stare con i disoccupati, le famiglie deboli, i lavoratori, i precari, i diritti civili ecc, oppure prestarsi per distruggere la CGIL, che si oppone al governo, oppure stare al fianco del potere economico e temporale.
Il PD non è in grado di imporre quello che Obama sta facendo in USA. Per questo, occorre una forza diversa, oggi non presente in parlamento. Una sinistra nuova, unita, moderna ed organizzata. Se nel PD, vi sono ancora persone che si ritengono di sinistra, che sono ancorati agli ideali e valori storici caratteristici della sinistra, disposti a non piegarsi di fronte alla chiesa ed al potere economico, dovrebbero dare forza e voce a questa sinistra, andare via e lasciare che il PD faccia il suo corso e sviluppi il suo progetto, magari coinvolgendo forze centriste oggi nello schieramento avverso. Con il PD la nuova sinistra, può e deve continuare a dialogare e collaborare. Fare percorsi di strada insieme in un altro modo e nel rispetto reciproco delle proprie identità e interesse del paese e dei deboli.
Pubblicato sull'ovadese il 26/02/2009