Tutta a dritta. Avanti tutta!
Con la partecipazione di Berlusconi alla commemorazione del 25 Aprile ad Onna, si chiudono 15 anni di polemiche con un successo del cavaliere. Il 25 Aprile, con il discorso di Berlusconi, che ha fatto sue le parole del capo dello Stato Napoletano, sarà condiviso. Resta aperta la questione dei valori e dei principi che ispirarono l’antifascismo e la lotta di resistenza. Cosa di non poco conto.
Il 25 Aprile è il giorno della liberazione dal nazifascismo e della conquista della democrazia, dei diritti civili, della libertà, dopo un ventennio di dittatura fascista. Fatto di oppressione e tribunali speciali: Matteotti, Gramsc, Pertini, Amendola e tanti antifascisti, in prevalenza comunisti sono stati privati della liberta e della vita solo perché non accettavano il pensiero unico.
Il ritiro della legge sull’equiparazione è un passo avanti. La pietà per i morti è scontata, però, repubblichini, partigiani e deportati nei campi di sterminio non sono la stessa cosa. Se si capisce questo e si condivide, non serve continuare ad alimentare polemiche e distinguo.
Berlusconi, forte del consenso personale, cerca di mettere l’impronta e fare sua ogni cosa che riguarda questo paese. Lo fece con l’inno di forza Italia e l’adozione dell’azzurro, lo fece con il popolo delle libertà. Oggi propone di chiamare festa della libertà la ricorrenza della liberazione. Il cavaliere è ossessionato dalla personalità e dalla frenesia di essere ricordato. Infatti, personalizza ogni cosa: la spazzatura di Napoli, l’apertura del termovalorizzatore di Acerra, il Ponte di Messina, il terremoto, il G8 in Abruzzo anziché alla Maddalena. Ricostruirà l’Abruzzo aspirando ad una città col suo nome: Berlusconia.
Per questa ossessione ha chiuso la polemica sul 25 aprile ed ha accantonato, per ora, la lotta ai comunisti. Probabilmente dirà che è pronto a condividere le riforme costituzionali. Forse, dopo un battage pubblicitario di una settimana a rete unificate dove ci spiegherà che è una bandiera ed un simbolo per il paese, rinunciare alla candidatura alle europee. Dal cavaliere, forte del consenso e dall’appoggio dell’informazione prezzolata e mercenaria, che paragona la sua ascesa e vita politica a quella di DeGaulle e Mitterand, dobbiamo aspettarci di tutto. Quindi: Tutta a dritta, avanti tutta a “liberalizzare” questo paese modificando e cambiando regole e leggi che le impediscono di agire come vuole. Avanti tutta nelle riforme o controriforme per eliminare "lacci e laccioli" , per togliere ai padri e dare ai figli (riforma delle pensioni e Welfare). Berlusconi e disposto a scendere a patto con chicchessia. A questo punto il problema è cosa si propone al suo posto e quale disegno di società a quella che lui vuole realizzare. La crisi internazionale impone una scelta. Obama ed altri leader lo hanno fatto. In Italia il cavaliere c’impone se stesso e la sua azienda. Questo deve portare tutti ad una riflessione.
27 Aprile 2009