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05 Ottobre 2005
Una
Finanziaria di soli tagli
Caro
Severgnini, cari Italians,
contrariamente a quanto affermano tutti i sostenitori di
questo governo e del suo premier, gli italiani continuano a
essere presi per i fondelli.
La grande
campagna pubblicitaria, fatta in queste ultime settimane, a
dimostrazione che in Italia vi è il benessere, svanisce
miseramente con la presentazione della legge Finanziaria.
Altro che bugie della sinistra. Altro che sacrifici mirati
alla realizzazione di un sogno.
Questa è
una pura, netta, stangata, senza contropartita. di oltre
venti miliardi di euro scippati dalla tasca degli italiani,
quelli già stangati. Stangata fatta di lacrime e sangue dei
soliti ceti: pensionati, lavoratori e servizi.
Spariscono tutte le enunciazioni di buoni propositi
enunciate nei monologhi tv del premier. Si tratta di una
finanziaria fatta esclusivamente di tagli. Ai servizi, alle
imprese, allo stato sociale.
Pensate che
vi è, dal 1° gennaio 2006, persino il taglio contributivo ai
dipendenti pubblici che subiscono un infortunio sul lavoro.
Dal 2006 basta infortuni.
L'Irap
resta al suo posto, gli enti locali, già penalizzati con la
finanziaria precedente, subiscono una stangata; un taglio
del 6,7% che inevitabilmente peserà sui servizi e sui
cittadini. Vi è la sensazione che il governo scarichi le
spese dello Stato sui Comuni, che saranno costretti ad
aumentare le entrate attraverso le voci di loro competenza:
Ici e così via.
Sostanziale
taglio sulle spese pubbliche dove si cerca di accattivare la
simpatia dei «supporter» con il taglio degli stipendi dei
parlamentari. Si dà il via libera alle cessioni di Eni ed
Enel e arriva la tassa del tubo. Una volta era chiamata
«gabella sul ponte». Tassa che Enel e compagnia
scaricheranno sulle bollette degli utenti. Pensiamo al
numero 12, ora 8989, e al suo costo.
Nulla
per il Mezzogiorno, abbandonato a se stesso, ma in compenso
una riduzione del cuneo contributivo a carico delle imprese,
che guarda caso inciderà sui fondi Inps con il rischio di
mettere in pericolo il pagamento delle pensioni.
Complimenti al premier e a mister Tremonti. Poi, non ditemi
che questo governo non è alla frutta.
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24Settembre 2005
Un governo
alla frutta (con un bilancio in rosso)
Cari Italians, caro Beppe,
non ditemi che non siamo di fronte a un regime. Non riempitemi la
casella di posta con lettere di difesa e offensive, non le accetto.
Basta, ora il bicchiere è colmo. Quanto succede in questo Paese, a
causa di questo governo di centrodestra, non ha riscontri in tutto
il resto del pianeta. Questa non è democrazia, anzi, quanto succede
è un pericolo per la democrazia. Siamo di fronte a una coalizione
che resta aggrappata alle poltrone del potere con le unghie e con
tutte le furbate possibili.
Questo governo ha cominciato a cambiare ministri da subito, gli
Esteri, poi l'Interno e altri; ha subito una crisi interna risolta
con il Berlusconi bis e la spartizione di poltrone; ha licenziato un
ministro che ha portato l'Italia allo sfascio; ha perso tutte le
elezioni amministrative, e anziché prendere atto della sconfitta ha
premiato gli sconfitti, Storace e Tremonti, nominandoli ministro
della Sanità e vice primo ministro. Oggi, di fronte all'ennesima
crisi e sfiducia interna, sulla finanziaria, sul presidente della
Banca d'Italia e sul leader, anziché dimettersi presenta un altro
atto della lunga sceneggiata: Tremonti ritorna al Tesoro e
Berlusconi, sfiduciato, scimmiottato dai vari luogotenenti di Forza
Italia e della coalizione, esulta per la rapidità nel sostituire
Siniscalco e la trovata unità nella maggioranza. Non solo. Lo fa con
arroganza e prepotenza; con la presunzione e le bugie, sostenendo
che in questi quattro anni ha governato bene e ha fatto molto per i
cittadini e il Paese.
Ma cosa ha fatto, oltre a curarsi i propri interessi? Ma dove vive
questo governo con i suoi ministri? Gira per i quartieri e i mercati
rionali? Parla con la gente che non arriva alla quarta settimana;
con i pensionati; con i genitori che hanno figli a scuola; con gli
anziani che hanno problemi di salute? Con quale coraggio il signor
Berlusconi e i suoi ministri continuano a occupare indebitamente la
poltrona di ministro? Ci vuole una bella faccia tosta a difendere il
loro operato e ad attaccare l'opposizione che, giustamente,
s'indigna e chiede le dimissioni e le elezioni anticipate, a restare
in carica dopo che si fanno brutte figure e si prendono sberle
politiche dappertutto. Ma cosa hanno fatto di male gli italiani per
meritarsi tutto questo?
Grazie,
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L'11
settembre di Ovada
Caro Severgnini,
Oggi 11 settembre, all'opposto da quanto dichiarato dall'on. Schifani
(Forza Italia) al Tg, a Ovada (Alessandria), città governata dalle
sinistre, si sono ricordate le vittime delle Torri gemelli e si è
riaffermata la condanna del terrorismo. Sempre oggi, in Ovada, si è
inaugurato il Centro per la pace e la nonviolenza intitolato a una
pacifista americana, Rachel Corrie, barbaramente uccisa all'età di 23
anni, in terra di Palestina, nel tentativo di impedire la distruzione di
una casa, da un buldozer israeliano. Sempre oggi in Ovada si è parlato
dell'America e degli americani, di quell'America che vorremmo amica e di
quegli americani che da sempre si battono per la pace e la democrazia e
che in Ovada erano rappresentati dai genitori di Rachel. Oggi, milioni di
democratici hanno pure ricordato Salvatore Allende e i massacri del
dittatore Pinochet in Cile, mentre l'on. Schifani non si è degnato di una
sola parola.
Diversamente da quanto sostenuto dall'on. La Russa (An), penso che non era
mal posta la domanda dei giornalisti, semmai, era provocatoria ed
esploratrice del manifesto pensiero del presidente del Consiglio italiano.
Tanto è vero che il signor Berlusconi, affetto da insanabile narcisismo da
prima pagina ha puntualmente fatto centro. Come militante dei Ds oggi e
del Pci ieri, contrariamente da quanto affermato dal primo ministro
(speriamo ancora per poco), non ho mai condiviso nessun tipo di orrore,
fossero queste le purghe dello stalinismo che i massacri delle dittature
fasciste. Per cui non devo vergognarmi del mio onorato passato e del
presente in quanto fatti di lotte e sacrifici per la democrazia, la
giustizia, la pace i diritti alla luce del sole. Credo, anzi affermo, che
la stessa cosa non può dire il presidente del Consiglio. Per cui, oggi, se
proprio devo farlo, devo vergognarmi di lei signor Berlusconi. Perché come
italiano, sono rappresentato da un individuo piccolo di statura morale.
Nonostante le precisazioni del giorno dopo, mai tante stupidaggini sono
state dette e mai tanta arroganza e presunzione si sono viste in un
presidente del Consiglio. Il Cavaliere (speriamo cada da cavallo) dimostra
ignoranza della storia passata e contemporanea. Questo presuntuoso
miliardario, arricchito a spese degli italiani, è il negativo di don
Chisciotte. I suoi mostri sono tutti coloro che vogliono la giustizia o
che la pensano diversamente da lui. Da lungo tempo continua a tenere la
prima pagina degli organi d'informazione sciorinando una sciocchezza
dietro l'altra sui baluardi e i capisaldi della nostra democrazia e delle
nostre istituzioni. Le dichiarazioni di cui pretende siano la verità e il
pensiero della maggioranza degli italiani, dimostrano una sola verità: il
pensiero, la cultura, la volontà e il comportamento antidemocratico e
dittatoriale di questo individuo, altro che i giudici «mentalmente
disturbati». Per cui la sua permanenza alla dirigenza del Paese incute
paura e preoccupazione per i veri democratici e amanti delle libertà.
Altro che strumentalizzazione delle sinistre. Qui siamo di fronte a un
dittatore convinto di essere il padrone del mondo e il depositario del
verbo. Spero che gli italiani onesti e sinceramente democratici si rendano
conto in quali mani sono finite.
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Sabato, 5 marzo 2005 |
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ITALIANS |
| «Punto e a capo»: disinformazione sul
G8 |
Caro Beppe, cari Italians,
«Punto e a capo» del 24 febbraio: una pagina
nera dell'informazione di regime. Una vergogna per l'informazione democratica e
pluralista. La trasmissione ha superato il limite dell'indecenza. Il ministro
Gasparri, se non fosse un «moderno fascista in doppio petto», dovrebbe
vergognarsi, dimettersi e chiedere scusa al Paese e alle decine di migliaia di
democratici, tranquilli e pacifisti che nei giorni del G8 hanno manifestato
contro quei signori onnipotenti e sfilato per le vie di Genova con i figli,
ricevendo in cambio cariche della polizia, fumogeni e lacrimogeni piovuti dal
cielo sopra la gente inerme. Viceversa, la dove i Black bloc rompevano e
incendiavano, i plotoni stavano fermi a guardare. Il conduttore Masotti ha
superato i peggiori della sua specie. È stato il fautore della messa in onda
dello squadrismo in tv in un processo postumo al G8, e alla sinistra italiana.
Non è andata in onda un’inchiesta sulla guerriglia urbana, bensì una
denigrazione, un pezzo di propaganda passibile di denunce.
Nei giorni del G8
c'ero. Ero all'interno della zona rossa, ho visto quello che c'era da vedere.
Genova è una città complicata; dopo l'ingabbiatura lo era diventata molto di
più. Non era facile per chi non la conosce bene passare da un punto della città
al lato opposto, senza attraversare la zona rossa. Eppure questo si è verificato
e nessuno ne parla. Nessuno dice degli infiltrati e dei lacrimogeni sui
manifestanti pacifici. Nessuno parla della scuola Diaz e della caserma di
Bolzaneto. Nessuno dice che a Genova si è messo in atto un piano che da oltre 30
anni stava custodito nei cassetti di agenzie straniere con il compito di
ingerenze, da attuare nel caso la sinistra e il Pci fossero andati al potere. Il
G8 è stato un'occasione per fare le prove. A questi fascisti e revisionisti, che
vogliono la riabilitazione dei repubblichini di Salò, non interessa la verità
sui fatti di Genova. Loro vogliono processare la sinistra. Bugiardi ecco cosa
sono. Questa è l'informazione del regime. Questa è la realizzazione del piano
della P2. Questi sono i nuovi conduttori? Se questi sono i risultati: «Ridateci
Biagi e Santoro». Questi nuovi di questa TV spazzatura non sono degni di
lustrare le scarpe a coloro che nella storia della Rai sono stati messi in
quarantena.
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Martedì, 23 aprile 2002 |
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ITALIANS |
| Rai e liste di prescrizione: tutto
concordato |
Cari Italians,
dopo tante discussioni e sedute segrete, il manuale
"Cencelli" viene applicato nella spartizione dei posti di comando in RAI,
mentre, ci si appresta all'assalto di tutti gli altri enti pubblici disponibili.
Con questo nuovo tassello prende forma e si consolida il regime teorizzato dal
piano di "rinascita democratica" della famigerata P2 di Licio Gelli. Il premier
in carica si crede onnipotente e padrone del paese. Non accetta critiche e non
vuole opposizione ed ostacoli di nessun genere, considera infame la passata
gestione RAI e criminosi certi programmi condotti da Santoro, Biagi e Luttazzi.
Peccato che non pensasse così quando Santoro era in Mediaset. Moretti lancia
l'allarme, il Palavobis ne prende atto, la CGIL porta in piazza tre milioni di
lavoratori, migliaia di magistrati ed insegnanti fanno i girotondi per la
giustizia e la democrazia, ma tutto questo è chiamato terrorismo, menzogna e
malafede. Biagi non si piega al regime ed al premier, Berlusconi compila la
lista di prescrizione degli indesiderati in RAI, Bossi considera spazzatura
"Sciuscià", Pera concorda con il premier e parla come gli altri "pappagalli" che
ripetono le parole del premier per grazia ricevuta e perché stanno in
Parlamento. Oltre 60 deputati siedono in Parlamento con a loro carico una
condanna concordata con l'abbreviazione del processo, quindi rei confessi, però
il problema è il mite Biagi. Che altro aggiungere? Saluti,
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Giovedì, 9 maggio 2002 |
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ITALIANS |
| Sceneggiati tv e revisionismo
storico |
Caro Beppe, cari Italians,
si è concluso ieri sera, all'insegna del nuovo
politically correct, e del "basta divisioni e viviamo in pace" lo sceneggiato di
Rai 1 "La Guerra è Finita", dal quale si evince che fascismo e antifascismo sono
stati due fenomeni identici e speculari, fatti di opposte passioni, entrambe
ugualmente onorevoli e barbare. Nessun accenno alla differenza tra libertà e
tirannia, tra oppressione e dignità umana. L'opinione, che si trattasse di una
forma di revisionismo storico, era già stata espressa in precedenza da alcuni
critici. Oggi, pur riconoscendo la bravura degli attori e dello stesso regista,
la conclusione del filmato ha confermato le perplessità iniziali e trova
consenso e condivisione in molti. Indubbiamente si tratta di un'operazione di
rilettura della storia in senso revisionista.
Credo che se non si apre un
vero confronto saremo costretti ad altre operazioni del genere, e la distorsione
della verità storica prevarrà .
Si finirà col considerare uguali le
motivazioni che spinsero alla guerra di liberazione ed in eguale misura tutte le
vittime. Non è così! La negazione della libertà, della democrazia, dei diritti
civili ed umani sono stati e lo sono tuttora, il credo di una destra nazista e
razzista che giustifica ed usa la persecuzione razziale, gli assassini politici,
gli stermini ed i lager per puro scopo di potere politico. Da tempo stanno
tentando di sostituire il concetto di "guerra di liberazione dal nazifascismo"
con guerra civile e fratricida. Questi sono i tempi dove una destra in doppio
petto, ma ugualmente becera, cerca di revisionare la Storia in suo favore,
quando si dovrebbe vergognare e chiedere perdono al paese ed all'umanità: questi
sono i tempi nei quali in molti si stanno rassegnando a vivere. Personalmente
non sono rassegnato a vivere questi tempi, credo che spetti a noi, ai
democratici, agli amanti del libero pensiero e della democrazia, alla nostra
capacità, culturale e politica, far si' che la rassegnazione non sostituisca la
nostra libertà. Saluti,
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| Amministrative: il governo tragga le
conclusioni |
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Pasquale Morabito giovedì 12 giugno 2003 |
Caro Beppe, cari Italians,
dopo il ballottaggio, i risultati elettorali
confermano chiaro e tondo la volontà degli italiani a voltare pagina; a cercare
il cambiamento. Vi è nel voto, sì amministrativo ma di valenza politica, di
questa tornata elettorale la speranza di risolvere le questioni locali, che
stagnano, cambiando gli uomini. Nel voto vi è la risposta a chi ha governato
bene e il licenziamento di chi lo ha fatto male. Vi è, a mio vedere, un
preavviso al governo centrale, che nulla ha fatto per rispondere alle esigenze
aggravando ulteriormente le attese della gente. Lo dimostrano il voto di Udine e
in Friuli-Venezia Giulia come quello di Brescia, Ragusa, Pescara e Sondrio.
Ancora una volta però, i risultati sono letti a convenienza, cercando di
minimizzare la sconfitta e di massimizzare la vittoria. Pensando, bontà loro, di
confondere le idee agli elettori. Tutto regolare, secondo i canoni e le
tradizioni che contraddistinguono la politica in genere e in particolare quella
italiana. A sentire i vari rappresentanti dei partiti parrebbe che nessuno ha
perso, anzi, quelli che hanno perso in realtà hanno vinto, al massimo
pareggiato, questo grazie al sistema elettorale ibrido. Dopo ogni tornata
elettorale è così, e anche questa volta la regola non fa eccezione. Dunque non è
cambiato nulla? A sentire i vari Scajola, Tajani, Gasparri, Buttiglione,
parrebbe di no. In realtà è cambiato molto. Innanzi tutto il trend a favore del
centrodestra e la fine dell'attrazione del leader. Tanto è vero che nei commenti
e nelle analisi fatte nei vari salotti televisivi, la richiesta di verifica e la
resa dei conti, sono fatte palesemente. Sconcerta però la faccia di bronzo di
certi uomini politici e dell'informazione nel mistificare e nel non considerare
i risultati elettorali in termini politici.
A mio modesto parere di semplice
cittadino pensionato credo che i ministri Bossi e Tremonti dovrebbero
dimettersi, perché il voto politico ha bocciato la loro politica. Si deve
dimettere anche il premier on. dott. cav. operaio Berlusconi, perché si è
impegnato in prima persona, spendendo fior di quattrini, non suoi, per sostenere
candidati che il popolo ha bocciato e con loro anche lui e la sua politica. A
mio parere dovrebbe dimettere gli abiti di premier e indossare quelli di
accusato in tribunale, anziché umiliare il Parlamento italiano nel far votare
leggi che garantiscano l'impunità a lui e ai suoi amici.
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