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Il 1° Maggio non è di tutti 02 maggio 2006 Caro Beppe, Credo sia la destra a non ricordare e volere riscrivere la storia. Qualcuno ricorda Portella della Ginestra? Gli operai, i contadini, costretti a lavorare sotto un sole cocente per un tozzo di pane, s'incazzano e scendono in sciopero, perché sfruttati e lasciati a morire sulle terre. I padroni sono latifondisti. In seguito diventeranno solidi capitalisti. Gli operai restano tali, anche se arrivano alla soglia della borghesia. Zappano e sono alla catena di montaggio per creare ricchezza ai padroni. Si evolvono ma restano sempre con la schiena piegata e l'ombrello del padrone puntato sul fondoschiena. A Portella della Ginestra i latifondisti e la DC mandarono il bandito Giuliano. Doveva essere un segnale a non votare per i comunisti, perché così facendo i contadini e gli operai perdevano il lavoro. In realtà perdere il voto in Sicilia significava perdere il governo del paese. Ecco allora la decisione di far sparare dalla mafia contro i lavoratori che festeggiavano il 1° Maggio e che avevano deciso di dare una svolta alla Sicilia, al sud ed al paese intero. Era il 1947, e da quel giorno in Italia si è andati avanti così. Nella paura dei ricatti delle minacce e delle stragi. Si è ammazzato Moro per questo. Con la complicità del centrodestra e dei suoi politici. Oggi mi si viene a dire che il 1° Maggio è festa di tutti. Ma come può essere di Andreotti, della DC di Berlusconi, Gianni Letta e Forza Italia, di Fini, Storace e Alleanza Nazionale? Il 1° Maggio non è di tutti. Con quale faccia e coraggio lo rivendica Buttiglione, educato dalla vecchia DC? Come fa la Moratti a chiedere comprensione? Loro sono la storia presente dell'assassinio di Portella e delle stragi di questi cinquant'anni. L'hanno sempre rappresentata e perpetuata senza mai vergognarsene. Quando parliamo di storia e cultura democratica, caro signor Picaro cerchiamo di essere coerenti. Perpetuare la divisione non è giusto, dimenticare neppure. |
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