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Non
aderirò al Partito democratico
06
ottobre 2007
Caro Beppe, cari
Italians,
dopo 45 anni di militanza politica, mai ho pensato di giungere a tale
decisione. In questi anni ho ricoperto diversi incarichi di base.
Partecipato a tanti congressi nazionali tra cui quello sofferto della
scissione a Rimini. Quasi sempre ho accettato e mi sono impegnato per
l’affermazione del percorso deciso. Quando sono stato obbligato a
schierarmi, ho aderito alla mozione Bassolino, sostenuto D’Alema e in
seguito sono passato al Correntone. In tanti anni ho fatto centinaia di
iscritti, feste dell’Unità e decine di campagne elettorali. Quasi
sempre ho lavorato e, dovuto votare, per l’affermazione di candidati
che rispetto tutt’ora, ma di cui non condividevo le opinioni.
Tuttavia, pur se critico, a volte in dissenso, non ho mai lavorato
contro il partito; mai sabotato il tesseramento e le campagne di
finanziamento, mai rifiutato o vergognato di diffondere la stampa, come
molti che ora aderiscono al Pd. Con rammarico lascio compagni e compagne
cui o condiviso lotte e sacrifici. Con preoccupazione penso al
patrimonio intellettuale perso per strada e a quello materiale, frutto
di comuni sacrifici, per l’acquisto di sedi oppure di un ciclostile,
lasciato in mano alle «fondazioni». Assistiamo a una campagna
mediatica. Piccole e grosse testate giornalistiche e televisive sono
schierate. Pare normale, in questi momenti dove i V-day, dopo i
politici, minacciano il mondo dell’informazione, perché, con altre
categorie, facente parte della «casta».
Il 14 ottobre si vota. Però, i giochi sono fatti. Gli schieramenti
decisi. Resta da sapere quanti andranno a votare. Da questo dipende il
successo del Pd. Leggendo i nomi nelle 2.271 liste, i dubbi rimangono.
Il nuovo non si vede. I 40 mila candidati: sono vecchi indipendenti, con
l’aggiunta di qualche giovane, vecchio, pure lui. Si riciclano
notabili, trombati e carrieristi delle istituzioni, del sindacato, degli
apparati e della prima repubblica. Si vota con le leggi, «Mattarellum»
e «Porcellum». Si vota su decine di liste bloccate, decise dagli
apparati. Sarà per questo che l’ondata di antipolitica investe anche
il Pd. Forse perché resta l’autoreferenzialità e la riproduzione
della casta e il nuovo, ricorda la Dc delle correnti e il peggio del
Pci. Non aderisco al Pd perché delude le mie speranze e quelle dei miei
tre figli disoccupati, sfruttati in nero e dal futuro incerto.
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