Amministrative: il governo tragga le conclusioni

Pasquale Morabito giovedì 12 giugno 2003

Caro Beppe, cari Italians,
dopo il ballottaggio, i risultati elettorali confermano chiaro e tondo la volontà degli italiani a voltare pagina; a cercare il cambiamento. Vi è nel voto, sì amministrativo ma di valenza politica, di questa tornata elettorale la speranza di risolvere le questioni locali, che stagnano, cambiando gli uomini. Nel voto vi è la risposta a chi ha governato bene e il licenziamento di chi lo ha fatto male. Vi è, a mio vedere, un preavviso al governo centrale, che nulla ha fatto per rispondere alle esigenze aggravando ulteriormente le attese della gente. Lo dimostrano il voto di Udine e in Friuli-Venezia Giulia come quello di Brescia, Ragusa, Pescara e Sondrio.
Ancora una volta però, i risultati sono letti a convenienza, cercando di minimizzare la sconfitta e di massimizzare la vittoria. Pensando, bontà loro, di confondere le idee agli elettori. Tutto regolare, secondo i canoni e le tradizioni che contraddistinguono la politica in genere e in particolare quella italiana. A sentire i vari rappresentanti dei partiti parrebbe che nessuno ha perso, anzi, quelli che hanno perso in realtà hanno vinto, al massimo pareggiato, questo grazie al sistema elettorale ibrido. Dopo ogni tornata elettorale è così, e anche questa volta la regola non fa eccezione. Dunque non è cambiato nulla? A sentire i vari Scajola, Tajani, Gasparri, Buttiglione, parrebbe di no. In realtà è cambiato molto. Innanzi tutto il trend a favore del centrodestra e la fine dell'attrazione del leader. Tanto è vero che nei commenti e nelle analisi fatte nei vari salotti televisivi, la richiesta di verifica e la resa dei conti, sono fatte palesemente. Sconcerta però la faccia di bronzo di certi uomini politici e dell'informazione nel mistificare e nel non considerare i risultati elettorali in termini politici.
A mio modesto parere di semplice cittadino pensionato credo che i ministri Bossi e Tremonti dovrebbero dimettersi, perché il voto politico ha bocciato la loro politica. Si deve dimettere anche il premier On. dott. cav. operaio Berlusconi, perché si è impegnato in prima persona, spendendo fior di quattrini, non suoi, per sostenere candidati che il popolo ha bocciato e con loro anche lui e la sua politica. A mio parere dovrebbe dimettere gli abiti di premier e indossare quelli di accusato in tribunale, anziché umiliare il Parlamento italiano nel far votare leggi che garantiscano l'impunità a lui e ai suoi amici.

 

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