Caro
Severgnini, cari Italians,
contrariamente a quanto affermano tutti i sostenitori di
questo governo e del suo premier, gli italiani continuano a
essere presi per i fondelli.
La grande
campagna pubblicitaria, fatta in queste ultime settimane, a
dimostrazione che in Italia vi è il benessere, svanisce
miseramente con la presentazione della legge Finanziaria.
Altro che bugie della sinistra. Altro che sacrifici mirati
alla realizzazione di un sogno.
Questa è
una pura, netta, stangata, senza contropartita. di oltre
venti miliardi di euro scippati dalla tasca degli italiani,
quelli già stangati. Stangata fatta di lacrime e sangue dei
soliti ceti: pensionati, lavoratori e servizi.
Spariscono tutte le enunciazioni di buoni propositi
enunciate nei monologhi tv del premier. Si tratta di una
finanziaria fatta esclusivamente di tagli. Ai servizi, alle
imprese, allo stato sociale.
Pensate che
vi è, dal 1° gennaio 2006, persino il taglio contributivo ai
dipendenti pubblici che subiscono un infortunio sul lavoro.
Dal 2006 basta infortuni.
L'Irap
resta al suo posto, gli enti locali, già penalizzati con la
finanziaria precedente, subiscono una stangata; un taglio
del 6,7% che inevitabilmente peserà sui servizi e sui
cittadini. Vi è la sensazione che il governo scarichi le
spese dello Stato sui Comuni, che saranno costretti ad
aumentare le entrate attraverso le voci di loro competenza:
Ici e così via.
Sostanziale
taglio sulle spese pubbliche dove si cerca di accattivare la
simpatia dei «supporter» con il taglio degli stipendi dei
parlamentari. Si dà il via libera alle cessioni di Eni ed
Enel e arriva la tassa del tubo. Una volta era chiamata
«gabella sul ponte». Tassa che Enel e compagnia
scaricheranno sulle bollette degli utenti. Pensiamo al
numero 12, ora 8989, e al suo costo.
Nulla
per il Mezzogiorno, abbandonato a se stesso, ma in compenso
una riduzione del cuneo contributivo a carico delle imprese,
che guarda caso inciderà sui fondi Inps con il rischio di
mettere in pericolo il pagamento delle pensioni.
Complimenti al premier e a mister Tremonti. Poi, non ditemi
che questo governo non è alla frutta.