Cura omeopatica e salto
della Quaglia
Nell'Aprile del 2000, dopo le elezioni,
Gianfranco Fini ha detto: "La legislatura é finita con le regionali. Questo
governo minoritario nel Paese é ormai un'offesa alla sovranità popolare, il
premier é un abusivo a Palazzo Chigi". L'allora presidente del consiglio
Massimo D'Alema, sceso in campo in prima persona in quelle elezioni, prese
atto del risultato e si dimise. Quanta differenza di stile, coerenza e
rispetto della sovranità popolare, rispetto a chi, invece, la offende e la
utilizza per interessi personali.
Anche in questi giorni dal partito del vice premier
Fini condivise dall'altro del vice Follini ( vengono riflessioni che paventano
un bagno rigeneratore all'opposizione per poi riprovarci nel 2011). Bene o
male, questi, con tutti i torcicollo possibili, hanno preso atto del voto regionale ed
hanno proposto: 1) elezioni anticipate, 2) cambiamento del programma, 3)
sostituzione del premier. Stavolta però é stato risposto un secco NO a tutte
le opzioni ed é cominciato il rituale per rilanciare l'azione di governo.
Poi, qualcuno con le fette di salame sugli occhi mi viene a dire che questo
paese non ha un "Padre padrone" che decide tutto e giudica tutti, che sbaglia
i numeri e che per ogni cosa detiene il "verbo". Ma non fate ridere e non
prendete per i fondelli gli italiani!
Svegliatevi e guardate al paese reale! Guardate ai
problemi che attanagliano l'Italia ed investono la nostra malata economia.
Prendete atto che la sconfitta della destra nasce per i tanti errori commessi
a livello nazionale, per le incapacità è imprensentabilità degli
amministratori e candidati locali del C.D..
Per fortuna gli italiani lo hanno capito, lo hanno
capito gli Ovadesi e soprattutto i Piemontesi. A nulla serve fare la conta
delle province e dei paesi, quello che conta sono i fatti. Ed
alla luce
dei risultati elettorali regionali, la cura omeopatica ha funzionato: la
malattia berlusconiana sta regredendo.
Ora occorre riparare i molti guasti all'organismo che la malattia ha prodotto.
Serve una forte cura ricostituente (anche
costituzionale), diretta da "medici" capaci che capiscono di sanità e salute.
Che sappiano veramente lavorare e che non s'improvvisano tuttofare e "Re
mida".
Poi, visto che il morale e la morale si stanno
risollevando, occorre porre fine alle cause principali che hanno determinato
la "depressione dell'umore": quei lustrini accompagnati dall'aumento dei
crimini, insieme al costo dei beni di prima necessità e la crisi economica.
Quel grido "forza Italia", svolto per interessi
personali e da 'patrioti' con orticelli ben riconoscibili, è divenuto un
rantolo.
Tutto l'ottimismo declamato ed irradiato attraverso i mass media ed in ogni
possibile adunata propagandistica, era un sintomo perverso della malattia: una
sorta di tic ridens che faceva stringere gli occhi e raddrizzare i capelli.
Ora ci sarà da conquistare la serenità e la fiducia.
Con il check-up elettorale abbiamo scoperto che
l'organismo reagisce. Anzi reagisce molto bene, anche alla luce dei tentativi
di mantenere l'infezione. Molti "sciamani e stregoni abusivi" hanno cercato di
eliminare gli anticorpi, che il vaccino ha portato nelle "sale operatorie". Ma
questo tentativo ha fallito. Questi "incapaci stregoni" devono sapere che
l'antidoto popolare non si può e non si deve raggirare.
Certo, ci vorrà ancora un po' di tempo, per la
completa ripresa, sarà possibile qualche ricaduta o infezione postuma, ma la
via della guarigione è iniziata. non ci sarà bisogno di aspettare che il
'virus' muoia; ha perso, si sono creati i giusti anticorpi.
Il fenomeno epidemiologico del virus ha cambiato segno, ora è negativo. I
"dottori" possono trarne le conseguenze che ritengono opportune, però, in
altri casi, meno eclatanti di questo, la messa in quarantena del "virus" é
stata consigliata a furor di popolo. Come suggeriscono Fini e Follini un bagno
rigeneratore può aiutare ed a tutti gli altri un consiglio spassionato: non
fate l'arrembaggio saltando sulla barca del vincitore; non fingetevi
"solidaristi", per poter fare richieste di posti, prebende, favori, e
quant'altro Tanto non vi crederemo, perché alla prima occasione rifate il
salto della "Quaglia".
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