Effetto telelaser

 

    Certe volte stupisco nel leggere notizie che si compiacciono con avvenimenti, fatti o risultati derivanti da indisciplina e malcostume. Questa volta mi è successo con un servizio dell’Ovadese:

 “Cospicuo aumento d’introiti per le casse comunali grazie alle contravvenzioni dovute al telelaser”.

Così inizia il resoconto dell’attività della polizia municipale, pubblicato giovedì 22 gennaio dal settimanale. Il rapporto, elenca una dopo l'altra le cifre e le voci che hanno fatto “schizzare l’incasso annuale” da 134.764 del 2002 a 177.186 Euro del 2003, che sommato ai 51.198 ricavati dai parcheggi, fanno la bella cifra di 440 milioni delle vecchie lire. Per chi legge, la domanda sorge spontanea: cosa ne faranno di tutti questi soldi, saranno investiti in servizi, oppure dati come premio di produzione ai vigili urbani?

Il rendiconto, a mio vedere, esaltato in tutte le sue parti, conclude con una nota negativa: “Un lavoro cosi ampio ed articolato costringe molto spesso i nostri vigili ad un’attività “d’ufficio”, sottraendoli al loro ruolo “vero”, cioè, la presenza sulle strade”.

Quest’ultima nota, basterebbe da sola ad evitare qualsiasi commento. Però, l’occhiello con foto in prima pagina, ed il rapporto a pag. 21 del settimanale, mi spingono ad intervenire.

Intanto dico subito che apprezzo e stimo il lavoro svolto dai nostri vigili, però, non condivido l’esaltazione e l’invocazione di sanzioni amministrative tout court. Tantomeno se questi servono a far cassa o a sopperire ai tagli dei servizi operati da decreti e leggi, emanati da istituzioni superiori ai consigli comunali. Spero che chi ha votato per il centro destra, faccia una riflessione critica in questo senso.

Intanto non è così che garantiscono i servizi ai cittadini. Non si risolve in questo modo il problema della sicurezza delle nostre strade e l’indisciplina di certi automobilisti.  Certo, un deterrente ci vuole, però, poiché le multe per divieto di sosta, aumentano rispetto al 2002, la sanzione pecuniaria non basta, ci vuole altro. Che cosa?

Non lo decido io. Però, escluso i bombardamenti a tappeto e la pena di morte, la strada dei provvedimenti che impediscono l’indisciplina è ampia, anche se, da sola non e sufficiente lo stesso. Perché vi sono gli indisciplinati e gli automobilisti corretti. Quest’ultimi, a volte penalizzati da situazioni oggettive. Non sempre i vigili e le forze dell’ordine si trovano in presenza di chi vuol fare il furbo inventando scuse incredibili e a volte fantasiose.   Non sono qui a proporre nuovi parcheggi, quelli che vi sono e quelli in progetto di realizzazione possono essere sufficienti. Non dico neppure che bisogna eliminare i parchimetri e le fasce orarie, però una visione più elastica si. Soprattutto nelle prossimità di scuole e servizi sanitari. Prendere o portare un figlio a scuola quando nevica o dimenticare il disco orario nei pressi del pronto soccorso può capitare a chiunque, specie se vi si reca per un caso urgente.

Anzitutto, a mio vedere, serve, mi ripeto, un educazione civica ed un rispetto delle regole; un ruolo diverso delle forze preposte, al concorso di questo obiettivo. Occorre la realizzazione di una viabilità migliore nelle strade provinciali; non si può dire ai cittadini di pazientare. La sicurezza di pedoni ed automobilisti non si garantisce con la pazienza. Si rende necessaria la visitazione d’alcuni siti adibiti o interdetti al parcheggio pubblico; il completamento e la modernizzazione (non solo i cartelli) della segnaletica stradale, la costruzione di “barriere” per impedire l’alta velocità ed i sorpassi pericolosi e vietati, naturalmente la costruzione dei marciapiedi con l’abbattimento delle barriere architettoniche è da salutare positivamente.

In questo senso, vi sono cose che si stanno facendo, altre che si possono fare ed adottare immediatamente, anche in via provvisoria, sino a quando la realizzazione dei vari progetti per migliorare la viabilità non saranno completati. Non voglio riparlare di Via Voltri e via Novi, però, non si possono aumentare le sanzioni pecuniarie, senza fare uno sforzo per migliorare tutto il resto.

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