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Caro direttore,
ricevere regali in occasione del Natale fa sempre molto piacere; ricevere
per loccasione una targa con su scritto il proprio nome riempie
di gioia ed inorgoglisce. Se poi la targa arriva da una troupe cinematografica,
la cosa assume un importanza particolare. Per me operaio dellAnsaldo
(prima di ogni altra cosa) ricevere una targa a nome e per conto degli
amici della troupe del film Padre e figlio mi emozione e mi
riempie dorgoglio. Ad ultimo Ciac girato, devo ringraziare P. Pozzessere
per questa bellissima esperienza, che fra le tante della mia vita resta
una delle più significative dopo quella tragica del terremoto dellIrpinia.
Devo ringraziarlo anche per conto di centinaia di padri e figli
che come me si riconoscono nel suo film, e per conto di migliaia di lavoratori
che hanno vissuto, come il protagonista, le stesse drammatiche esperienze
nei posti di lavoro, a Genova come a Milano a Terni come a Crotone a Taranto
come nel Sulcis.
Esperienze che ti segnano per tutta la vita; stato di cose che si sta
allargando a macchia dolio ad altri strati sociali ed a categorie
sino ad ieri impensabili. Stato di cose comunque dovuto al malgoverno
di cui Tangentopoli ha fatto venire a galla tutto il marcio, mentre si
tenta di affermare ed introdurre in Italia una sorta di liberismo sfrenato
e disumano.
Una giornalista a chiesto se oggi valesse ancora la pena di girare questo
tipo di film. Certamente Andreotti avrebbe detto di no, cosi come i suoi
amici della censura. Ma molta acqua è passata sotto i ponti, e
quel regime, colpevole dello sfascio del nostro paese, ed anche della
crisi della cinematografia italiana, è finalmente alla resa dei
conti ...
06/01/1994

1993 Pasqua-Lino con i figli Max e Valentina insieme agli attori
Michele Placido e Stefano Dionisi sul set di "Padre figlio"
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