Che l’inse

In questi giorni, sono stato diverse volte in centro per vedere i lavori finiti: DeFerrari, San Vincenzo , San Lorenzo, porto antico ecc. Per vedere le misure di sicurezza che stavano realizzando. Non dico niente delle orrende scatole del porto e della finta facciata del palazzo di fronte al Ducale. Devo dire però che mi preoccupavano le misure che stavano ingabbiando la zona rossa.
Oggi la conferma: sceso a Principe dal pulman di linea ho attraversato il centro storico cercando di arrivare a Corvetto. In più punti, sono stato tentato di entrare nella zona rossa, però, venivo respinto dalle forze di sicurezza presenti massicciamente nei varchi di passaggio. Credevo d'arrivare in piazza de Marini in federazione DS, niente da fare, dieci metri prima restavo bloccato. In fondo a via Garibaldi sono stato dirottato verso la chiesa dei cappuccini, anche da lì altro dirottamento attraverso scalette e vicoli per arrivare in piazza Marsala. In via Assarotti ero convinto di poter scendere verso Corvetto quindi a Brignole, niente da fare. Oltremodo la via era percorsa ed invasa da militari in tenuta da guerra elmetto mimetizzato compreso. Non restava altro che via Peschiera, invasa dai carabinieri ed altre forze dell'ordine a presidio del Ghoete, del palazzo dell'associazione industriale ecc. In fondo a via Serra altri militari e vigili. Nessuno di questi, in qualsiasi punto, era in grado di dare un indicazione precisa, persino i vigili non sapevano dove erano sistemate le fermate dei mezzi pubblici dirottati.

Via Galata, via S. Vincenzo e tutti i vicoli che portano in via XX settembre sono bilndati e presidiati. Chi non ha mai visto un ghetto, può andare in centro per rendersi conto come é fatto. Chi non ha mai visto e saputo del Cile e dei paesi dove i militari impongono la loro dittatura, puo guardare Genova in questi giorni per rendersi conto cosa significa e cosa vivono ho hanno vissuto quei paesi. Manca solo il coprifuoco, certo stasera non c'era, alla foce vi era il concerto di Manu Chau, però, nel resto della città era come se vi fosse. Boccadasse deserta, solo una decina di avventori, zone dove di solito vi é un passeggio ed un numeroso passaggio, stasera erano semideserte. Cosi come semideserto era il centro storico oggi, con i negozi chiusi e quei pochi aperti languivano. Girare in città in queste condizioni e terribile, viene lo scoramento, manca l'aria. Ti senti oppresso, impedito di camminare liberamente, sorvegliato, spiato, ti viene la voglia di ribellarti. Ma chi é quella mente contorta che ha ideato tutto questo a guardia di otto stronzi. Ma chi é questo residuo nazista del terzo reich ed esperto di filo spinato e campi di concentramento, che si é sfogato e vendicato di una città medaglia d'oro della resistenza, privandola della storica libertà?

Pannella, dove cazzo sei, perché non scioperi con i cappuccini? Amici e compagni, democratici e libertari, oggi più volte sono stato sul punto di prendere un sasso, di scagliarlo contro le reti metalliche, di gridare: Che l'inse e catapultarmi contro il varco per passare di la, nella zona rossa. Non per vivere un emozione forte ma per prendermi la mia libertà violata, per dire NO! a chi sta facendo le prove per altri momenti. Genova, la sua storia, il suo movimento non meritano tutto questo.
Alle 19.00 insieme a Milena e Luisa eravamo a Brignole a vedere i primi treni speciali. Sono arrivati i nostri ragazzi, con le nostre bandiere, i nostri simboli, le stesse nostre convinzioni e la stessa nostra voglia di cambiare questo mondo di merda governato da stronzi. Come si fà a lasciarli soli, ad aver paura di loro che arrivano col sacco a pelo, impauriti ma decisi a difendere il loro futuro?
Bene, con D’Alema o senza, con Rutelli ed anche contro di lui, con Cofferati o con i semplici compagni del sindacato, io sarò lì con quei ragazzi, a proteggerli, come faceva la classe operaia ai tempi del terrorismo, perché, il pericolo lo stanno correndo loro, e la stessa democrazia e libertà, non le vetrine delle banche e delle multinazionali. Loro sono da difendere non gli otto st......

I ragazzi, i nostri, che arrivano con la telecamera e la macchina fotografica per immortalare la loro presenza e poter dire domani: io c'ero!


18/07/2001

2001 • manifestazione in ricordo di C. Giuliani

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