Prodi e Berlusconi

    Solitamente la sofferenza ed il dolore isolano, fanno sentire soli; invece può capitare che una ferita, patita da molte persone insieme, diventi un dolore che aggrega, diventi Storia. Questo è quanto arriva da Montecatini dall'assemblea della Rete dei cittadini per l'Ulivo. Si avverte che l'Italia, in questo delicato momento, non può tradire la sua intelligenza, non può fare a meno della serietà delle sue persone migliori. Ecco allora emergere, come anticorpi naturali, le capacità curative per difendere la comunità civile dagli attacchi alla sua integrità.
Si può forse pensare di tenere unito un popolo, una cultura italiana, una grande patrimonio culturale e artistico con Bossi e Buttiglione? Con Berlusconi, Previti o Dell'Utri? Con Gasparri o Castelli?
Forse qualcuno troverà di qualità questi uomini e la loro politica, ma senza dubbio si può affermare, che essi hanno corroso il costume etico di questo paese.
Quale modernità, quale rivoluzione fiscale o svolta storica nei rapporti tra Stato e cittadino, c'è con questo governo di centrodestra?
Quello cui assistiamo è un depauperamento ed uno svilimento della convivenza civile e delle risorse: l'agonia dello stato sociale, una tragica realtà quotidiana fatta di disoccupazione, sotto-occupazione, precarietà, globalizzazione selvaggia, deriva sociale, crollo dei valori, gangsterismo politico, attacco frontale alla Costituzione Repubblicana, distruzione della scuola universale, guerre che assecondano le politiche dei potentati economici internazionali (a cui la nostra squalificata "destra"-mariuola-ignorante-becera neppure appartiene se non come "colf" o leccapiedi, pensiamo ai Taormina, Previti, Bondi, e a quella muta infinita lista di nullità pericolose dell'affarismo, del localismo-egoista e del postfascismo, che non collocherei per rispetto degli avversari neppure a destra. Grazie ai tagli e ai veti, assistiamo alla crescente difficoltà per gli Enti locali ad amministrare e a garantire ai cittadini giusti servizi. Mentre, nessuna risposta alla tragica realtà quotidiana.
Di fronte a questo movimento disgregante, di rottura dei sentimenti di solidarietà propri del popolo italiano, ecco che Romano Prodi si pronuncia, rompendo il silenzio come qualcuno del centro destra auspicava. Prodi ritorna. Ecco che una speranza si riaccende.
No, non è stata una battuta chiamare 'mercenari' gli attivisti di Forza Italia, da parte di Prodi, ma il rimarcare la profonda differenza di come si intende la democrazia.
Con Berlusconi, con i suoi sondaggi, le sue decisioni e rapporti con gli stessi alleati, la politica si fa sempre più con atti del "Doge" piuttosto che con la volontà espressa collegialmente; muore la democrazia, persino quella delegata. Con Prodi ed il centrosinistra la democrazia è partecipazione: è avvicinare i cittadini sempre più alle scelte di governo, rendendo trasparente e chiaro l'esercizio del potere.
Prodi si è rivolto alla platea di Montecatini, ai cittadini per l'Ulivo, formata da semplici volontari che hanno a cuore lo spirito di radici comuni ed il senso profondo delle cose che uniscono, nei valori della libertà e della solidarietà, dicendo: "Dobbiamo risanare la ferita inferta alla Costituzione e alla convivenza civile, ricostruendo un'etica, coinvolgendo i cittadini a 'spendersi' -non "vendersi" per cercare e creare consenso. Questo è possibile con le elezioni primarie, strumento con cui è possibile spezzare sia il controllo dei media, sia il potere esercitato per interessi personali, in modo opposto al servizio della comunità…Il mondo è cambiato profondamente e quello che ci aspetta è saper interpretare i grandi cambiamenti. Lo 'stato sociale, il welfare, sono le due grandi novità di questa parte del mondo e se qualcuno cade, noi lo tiriamo su. Il mediterraneo centro del mondo bisogna che torni ad essere centro della Storia…". Ma Ecco quindi, una necessità anche per il centrosinistra: la necessità che la dialettica politica ci riporti con i piedi sulla terra, non soffermandosi solo su alcuni aspetti, ed essere una mascheratura del dialogo politico, che viene sempre più svilito al rango di "gossip da salotto incipriato", molto di moda come alternativa "post-moderna" alle strutture ufficiali di Partito che sono diventate passaggi burocratici e polverosi di ratifica (non vincolante) della azione politica, pensata e studiata altrove.
Ecco allora un grande messaggio; insieme cura e speranza per la rinascita dell'Italia.

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