Quale Provincia, quale comune, quale sinistra?
Sul numero 38 dell’ovadese, due interviste, a E. Rava e a G. Bricola e due interventi, Mosio e Caffarello, caratterizzano il dibattito politico ovadese, chi con proposte, chi con annunci di intenti e chi con critiche gratuite, ci inoltrano nella campagna elettorale delle prossime amministrative. Mentre Rava indica gli sforzi del PD per raggiungere gli obiettivi fissati e ci da appuntamento a dicembre per discutere il programma per le prossime amministrative, ed il numero 40 ci ricorda che la prossima settimana quelli del “Forum” fanno un assemblea pubblica alla SOMS giovani per sentire le opinioni o per annunciare quanto ricevuto ed elaborato e Mosio smentisce la candidatura di Repetto in contrapposizione a Oddone: Bricola, sempre nel numero 38, pone riflessioni, in parte condivisibili, soprattutto, quando afferma che per le prossime amministrative, la coalizione di centro sinistra, deve recuperare consenso per poter continuare a governare la provincia. Vero, però non solo, aggiungiamo, per vincere, il centro sinistra, deve rendersi credibile, sul programma, sulla sua attuazione, sulla squadra che dovrà attuarlo. Da questo punto di vista crediamo che quanto successo ultimamente sulle questioni ambientali e del territorio, sullo sviluppo ed in ultimo la vicenda Penna, meritano autocritica. Inoltre, spiace dirlo, la coalizione di centro sinistra, presente in provincia e nei vari consigli non è più quella originaria, che si riferiva all’ulivo. Pertanto, chi si pone alla guida della prossima coalizione di centro sinistra, deve tenere conto di quanto successo, con la nascita del PD e avvenuto con le elezioni politiche, grazie alle scelte fatte dal PD e dal suo segretario. Fatti e scelte che tutt’ora consideriamo errori. La sconfitta non era annunciata, come dice Rava. Quindi, va tenuto conto e non può essere sottovalutato, quanto avviene nella sinistra esclusa dal Parlamento ma, presente ed attiva nel territorio. Va tenuto conto del travaglio di gran parte di essa per costruire una sinistra nuova e di governo. A questo proposito, le primarie, così come sono concepite, limitate ai soli candidati sindaci e presidenti, non necessariamente servono. Possono essere utili, se, le forze che formeranno il cartello elettorale non concordano sul secondo mandato del presidente oppure del sindaco e, sono democratiche se investono l’insieme degli elettori del centro sinistra, anche sul programma. Nel caso della provincia e per quanto ci riguarda, Ovada, non pare che ci siano ostacoli insuperabili sui due nomi proposti dal PD. Forse una decisione affrettata e poco democratica. Se in queste candidature non vi la chiara intenzione del PD di correre da solo, chi ha deciso che questi siano i candidati di tutta la coalizione?
Comunque, se problemi non insormontabili, vi possono essere, deriveranno dal programma e sulla sua attuazione. Certamente questi, come dice Bricola, possono essere superati con un reale coinvolgimento delle associazioni, dei circoli, dei cittadini, della sinistra. Con l’informazione sulle cose fatte e da fare, per non dare ragione a Caffarello sulle critiche al centro sinistra. Quando, però, parliamo della sinistra, intendiamo quella che si sta unificando per una nuova stagione e un rinnovato centro sinistra. Quella che in ovada si sta costituendo in circolo politico culturale che mette insieme diverse persone proveniente dai partiti della sinistra e del libero pensiero.
Quindi non solo occorre confrontarsi con il PD sul programma ed il suo rispetto in corso d’opera, sulla coalizione e sulla fedeltà ai patti sottoscritti, sulla squadra che, non deve avere la logica del manuale Cencelli, ma il rispetto dell’insieme della coalizione e la rappresentanza degli elettori, aperta a personalità capaci e stimati: Occorre anche un confronto sul ruolo della e di quale sinistra. Stabilire se si può farne a meno della sinistra, oppure si pensa di liquidarla con la concessione di uno due assessori. Oppure, serve una sinistra rinnovata, dialogante, di governo, unita, nell’opposizione al centro destra e nel governare città province e regioni?
Crediamo che la frammentazione non serve a nessuno tanto meno alla sinistra, che la strada dell’unità sia percorribile, lo dimostrano le realtà, anche nella nostra provincia, dove già si è arrivati a questo. Così come è imprescindibile un rapporto dialogante, nel reciproco rispetto di autonomia e pari dignità, con il PD. Quindi il nodo da sciogliere non è solo quello del ruolo del PD o di un riconoscimento al partito socialista, semmai di un nuovo modo di essere. Le elezioni ed il risultato elettorale ottenuto da Obama, dovrebbero far rifletter tutti, anziché fare a gara a chi spetta la somiglianza in Italia. Intanto possiamo dire che: Obama, Yes, We can. Veltrusconi, Yes, We Chi…..?
In questo senso, chiediamo a Bricola, che rivendica pari dignità ed attende un atteggiamento diverso dal PD nell’ovadese, ed anche a Rava, quanto sono disposti a rinnovarsi nei fatti e nella pratica quotidiana, cosa pensano della sinistra è, ad impegnarsi per una nuova stagione della sinistra?
Crediamo che, insieme ad un confronto sul programma per il rilancio e lo sviluppo dell’ovadese, che non può essere solo sagre, mercatini e vendita del dolcetto ai croceristi, ma, basato, anche sulle infrastrutture ed i servizi e sulle esigenze legate allo sviluppo Genovese e al suo porto. Questi sono le risposte che gli elettori attendono, non la perpetuazione di vecchie logiche, che tanto male hanno fatto alla sinistra o la mera spartizione di seggi, poltrone ed incarichi nelle municipalizzate e nelle casse di risparmio. Infine, dopo la manifestazione del 11 ottobre e quella del 25 e dopo l’unità contro il decreto Gelmini: quale opposizione al governo Berlusconi, quale iniziativa per fermare la distruzione della scuola pubblica, quale coalizione e quale sinistra all’interno di essa.