Ribadisco: Addio scuola pubblica
Non vi è dubbio, per confrontarsi seriamente occorre sentire le diverse opinioni. Come dice il signor Mario Lauro, sentire le diverse campane. Molti sono gli interventi sulla riforma Gelmini. Tanti sono i dirigenti scolastici, i sindaci, i presidenti di regioni e province, non governate dal centro sinistra che si sono espressi con O.d.G pieni di preoccupazioni e critiche nei confronti del decreto. In diversi, sull’ovadese, hanno espresso la propria opinione sulla scuola. Aldo Rovita ( portavoce della destra provinciale) critica, come la ministro Moroni, la riforma ed il decreto, sollevando preoccupazioni già espresse dagli studenti e dal mondo della scuola. La stessa cosa preoccupa la signora Santanchè. Che non condivide l’interventismo poliziesco di Berlusconi, annunciato e poi smentito. Il senatore E. Ghigo, invece, critica di sleale comportamento istituzionale, la presidente Bresso, perché si è preoccupata di fare l’elenco, reale, delle scuole che chiuderanno in Piemonte. Quindi, mentre Berlusconi attacca l’opposizione, il PD e la sinistra, con menzogne e linguaggio deplorevoli, sulla campagna d’autunno contro il governo. Guarda caso le adunate romane di Forza Italia e del centro destra andavano bene contro Prodi, non vanno bene quelle della sinistra e del PD, ora che governa sua eccellenza “pensiero unico”. La stessa cosa fa il signor Lauro, che, anziché entrare nel merito del decreto, come un pappagallo, lo difende a spada tratta accusando di luoghi comuni tutti coloro che osano criticarlo. Tanto è vero che rimprovera l’ovadese di non fare il proprio mestiere, cioè: copiare Emilio Fede e bacchettare coloro che osano contraddire il premier ed il suo governo. Infatti, sia Ghigo che Lauro, come tanti del centro destra, forse imbeccati dal portavoce Bonaiuti non sanno dire altro.
In questo paese, con questo governo e con questo clima velenoso: il confronto, il dialogo, le ragioni degli altri, non esistono. Chi non è con me e contro di me. In ogni occasione si tirano in ballo i sindacati, i comunisti, le toghe rosse, su cui occorre usare il pugno di ferro come si è fatto a Genova nel 2001.
Insomma, si detengono tutti i mezzi d’informazione e tutte le TV, si manipola l’informazione però, chi dice falsità ed è disinformato sono sempre gli altri per cui, occorre indirizzare e costringere l’opposizione a dire le stesse cose del governo. Tanto è vero che il signor Lauro, mette in bocca a me, cose che non ho detto. Mi spiace solo che l’intervento apparso sull’ovadese n° 36 non sia completo, altrimenti si sarebbe reso conto che ragiono sui fatti e sui numeri. Tuttavia non ho detto che le migliori riforme sono state quelle del ministro Berlinguer e Fioroni. Per essere obbiettivo, dico che la Gelmini, anziché seguire la strada di altri paesi come la Germania che ha aumentato gli investimenti, cerca di andare oltre i tentativi e le previsioni dei tagli, di Fioroni, su cui Prodi si era fermato. Che, in alcuni casi, come i corsi di formazione professionale, trova la complicità delle regioni amministrate dal centro sinistra. Tanto meno sostengo che la scuola è tutto rose e fiori e che nulla va modificato. Anzi, sono cauto, perché, nella scuola, insieme a tantissimi insegnanti di grande valore, che fanno con abnegazione un mestiere gratificante ma, umiliante in termini di retribuzione, si annidano tanti personaggi che non meritano di occupare quel posto perché fanno tanto male alla scuola. Berlinguer, da esperto, proveniente dal mondo della scuola, aveva cercato di porre rimedio, ai mali della scuola ed alle esigenze degli insegnanti, proponendo una riforma, non capita e contestata ma, che oggi in molti rimpiangono. Si è scontrato, purtroppo, con chi, non tutti di sinistra, nella scuola, vuole proteggere cose inaudite, con gente che fa esercizio di delirio di onnipotenza con minori e genitori, gente mediocre che usa la scuola per tutto fuorché l’insegnamento. Cose e personaggi che il centro destra ha sempre difeso. Quindi, fino a quando nella scuola pubblica, vi sono difficoltà a praticare la democrazia dal basso e ad applicare quella libertà faticosamente conquistati uniti ad un codice etico invalicabile e isolare le mele marce: non si riforma la scuola. Certamente, però, che la strada intrapresa da Gelmini-Tremonti-Berlusconi: non è quella giusta, non mira a questo, ma semplicemente a fare cassa, tanto è vero che persino Ghigo giustifica i tagli come esigenze di bilancio. I numeri hanno la testa dura. Quelli del decreto Gelmini e della finanziaria di Tremonti parlano chiaro Si tagliano le cattedre, le ore di scuola, gli insegnanti, gli spazi per la cultura; si riduce il numero delle aule, degli insegnanti di sostegno, degli investimenti; si mozzano le gambe alla ricerca. Quindi la domanda viene spontanea e la rivolgo al signor Lauro: Se la scuola è la base principale di una società, quale futuro per i nostri giovani che dovranno guidarla?
Cosa dirà il ministro Gelmini quando incontrerà i rappresentanti degli studenti e dei genitori: che il futuro è fatto di autoritarismo, di discriminazione, di pensiero unico, di militarizzazione e cariche della polizia?