Rotonde Ovadesi
Contrariamente a quanto afferma la signora M. Repetto nel numero 16 dell’Ovadese, non considero “Max rotonde" o "rotonde abnorme" quelle fatte e quelle in costruzione; tanto meno considero queste realizzazioni uno spreco di spazio e denaro pubblico (magari si spendesse sempre ed ovunque, così, il denaro pubblico).
Mi pare che le rotonde dovrebbero essere funzionali alla sicurezza e alla circolazione dei veicoli, dei pedoni e di chi si muove in o con la carrozzella. Quindi ritengo molto importante la costruzione dei marciapiedi, finalmente, senza barriere architettoniche. Spero che altri ne siano realizzati nelle zone sprovviste ed in quelle adibite abusivamente a parcheggi, da automobilisti scorretti e indolenti a percorrere un tratto di strada a piede. Confido molto nelle giunte comunale e provinciale per la realizzazione e l’allargamento della Strada Voltri, la costruzione di altre due rotonde, dei marciapiedi e di una pista ciclabile. Visto che tale strada, oltre ad essere stretta, ne è priva e risulta pericolosa per i pedoni, i ciclisti e gli stessi automobilisti (vedi l’incidente di domenica di Pasqua). Mi auguro pure che insieme con questo si completi la rete del metano eliminando tutti i pericoli e i disagi per chi abita in questa zona.
Certo, per ritornare alla signora Repetto, non sottovaluto la questione dei parcheggi, lamentata, però essa, non si risolve con la sosta sui marciapiedi; tanto meno con elevate misure di sanzioni pecuniarie; neppure con soluzioni che deturpano l’ambiente o lo rendono caotico, brutto e pericoloso.
Cosa vuol dire “dimensioni umane”? Forse limitarsi allo stretto necessario per consentire o agevolare chi, sotto casa, oppure davanti all’ufficio, il parcheggio non lo tiene o lo vuole cosi com’è?
Credo che chi vuole questo sbaglia, così come ha sbagliato in passato chi ha consentito la costruzione di interi quartieri senza servizi e senza posteggi.
Per quanto mi riguarda, “dimensioni umane” significa realizzare servizi per i cittadini; spazi per i giovani; zone adibite a verde, aiuole con tanti fiori, magari tulipani come ad Acqui, giardini per i cittadini più piccoli, al riparo dagli inquinamenti automobilistici, forse, causati dalle stesse auto dei genitori.
Probabilmente conosco poco la realtà Ovadese e la giunta comunale, vi risiedo da sei mesi, chiaro però che ogni scelta di questo genere, prima è tecnica ed in seguito approvata dagli amministratori e dai politici. Forse si spara troppo spesso a zero su chi dirige la cosa pubblica, non sempre a torto. In questo caso però, ritengo pretestuoso opportunismo populista la domanda della signora Repetto: chi ha deciso i politici o i tecnici? Stessa cosa dicasi per l’appello e l’incitamento a ribellarsi con voce forte nei confronti del comune.
Credo che la sicurezza dei pedoni, degli automobilisti, dei portatori di handicap e delle madri che camminano con la carrozzine, insieme ad un'urbanistica civile, bella e moderna, rispettosa dell’ambiente e delle esigenze di tutti i cittadini, sia la migliore risposta ai contribuenti Ovadesi.