Vocazione turistica
Vero che la politica, per vivere abbisogna di propaganda e pubblicità. Però, il ricorso alla menzogna, alla demagogia, al populismo, al seminar paure e cavalcare ogni malcontento, spesso porta all’imbarbarimento della politica, all’allontanamento dei cittadini da essa, al qualunquismo.
Ecco così, che spesso nelle pagine cittadine di questo settimanale, troviamo degli annunci e denunce,conferme, smentite e rettifiche, secondo l’orientamento politico, di cordata e di pensiero di chi scrive. Quindi, di volta in volta, ai proclami delle cose fatte e dei provvedimenti varati, siano essi dell’amministrazione comunale, provinciale, regionale o del governo: vi è sempre chi risponde con un di più; con questo non è stato fatto, quest’altro è ancora da fare, quello si poteva fare meglio e l’altro siamo stufi di aspettarlo. Naturalmente si compila la lista della spesa, si critica l’operato e non si propone alternative se non la semplice, “Noi vogliamo un’Italia diversa”, “Noi, vediamo un Ovada diversa”.
Diversa da cosa e da chi è, come la volete ?
Una cosa sappiamo: non si vuole un Ovada spendacciona, dormitorio, pendolare, sporca, con i marciapiedi rotti, con le case vecchie e fatiscenti, con un centro storico disastrato, con tante rotonde, con questi giardini, con i caprioli che scorazzano negli orti, insicura, con i vandali e gli extracomunitari, con tanti negozi di cinesi, con i commercianti malcontenti e gli artigiani stanchi, precaria e con servizi inefficienti ecc?
Caspita, se questi sono veramente problemi reali, chi sarebbero quei cretini che vorrebbero Ovada cosi senza porvi rimedio, risolvere i “bubboni” ed agevolare i cittadini?
Però, sinceramente ed onestamente: le cicce per terra le deve raccogliere il sindaco, veramente Ovada e sporca?
Inoltre, per quanto riguarda la passeggiata: vero che é poco rispetto a quanto sarebbe necessario, inoltre sarebbe da realizzare una pista ciclabile che percorra tutta la città, però, Ovada è veramente messa cosi male come alcuni dicono?
A meno che non si abbia i para occhi come i cavalli, resta difficile non vedere i cantieri di lavoro, quanto si sta facendo e quanto stia cambiando in meglio la città.
Certo, alcune cose vanno a rilento: via Voltri, via Novi, le Aie ecc. Spesso si resta stupefatti da alcuni lavori consegnati in ritardo, oppure realizzati in modo sbagliato e rifatti. Si resta di stucco di fronte ai siti delle antenne per i cellulari, però, anche qui, ha ragione Lantero. Quindi, gridare sempre “Governo ladro o giunta incapace” non è certamente cosa sana, buona e giusta.
Vediamo perché:
Una delle ricorrenti leggende ovadese è che Ovada non è valorizzata appieno e promossa nel circuito delle città turistiche. Si dice, che, poco è stato fatto nel valorizzare appieno le sue risorse. Ora, a meno che non si abbia la testa intronata dal dolcetto e dalla nebbia, non risulta che Ovada, a parte le chiese, la loggia, la casa di S. Paolo della croce, il centro storico: custodisca in scantinati impolverate opere d’arte in quantità industriale, non censite, abbandonate nella attesa di essere catalogate e portate alla luce. Non so quanto questa leggenda sia credibile, ma continua ad essere inquietante leggere trafiletti che sono il teorema della disattenzione e del disprezzo per opere che se portate alla luce sarebbero una miniera d’oro per l’arte, la cultura, il turismo. Si parla della valorizzazione del dolcetto. Suvvia, siamo seri. Crediamo veramente che basti il dolcetto per fare di Ovada una meta turistica?
Intanto, quando parliamo di possibilità turistiche, parliamo delle colline del Monferrato ed inseriamo Ovada in questo contesto, con le ville, i castelli e le vigne. Però, fatto questo non basta comunque. Occorre ben altro, di cui i centri commerciali sono solo una piccola parte. Occorrono le infrastrutture ed i servizi necessari. Ci vuole la vocazione turistica, che significa programmi, iniziative sociali e culturali che vanno ben oltre le enoteche e le serate estive, la politica dell’accoglienza, che, non si ottiene con la cacciata dei cinesi e la criminalizzazione degli extracomunitari; una diversa politica dei prezzi, che non penalizzi il turista ed il cittadino, rispetto ad altre località veramente turistiche. Siete sicuri che i cinesi fanno chiudere i negozi degli italiani. Vi rendete conto di quanto costa vivere in Ovada e quanta differenza con altre città vicine, anche a vocazione turistica?
Intanto cominciamo ad abbassare i prezzi. Non si capisce perché ad Ovada tutto costa più caro che altrove. Smettiamola di lamentarci della sleale concorrenza oppure delle tasse che gravano sul commercio. Intanto, se vogliamo pagare meno, cominciamo a pagare tutti, compresi i cinesi, che hanno imparato dagli italiani a rilasciare scontrini con il 50 / 70% in meno rispetto a quanto si è veramente acquistato. Piantiamola di difendere il made in Italy fatto nei paesi del terzo mondo, quello non contraffatto, con lo sfruttamento dei minori e, venduto da noi a peso d’oro. Lo sapete che molta gente non si potrebbe neppure vestire con il made in italy, non per il costo del lavoro, che in Italia, come dicono gli industriali è più alto che altrove, ma, per i profitti troppo alti?
Inoltre, finiamola di difendere leggi del precedente governo che hanno creato precarietà e mancanza di diritti e sicurezza nei nostri giovani.
Infine, se tutto ciò, non fosse vero, benvenuta sarebbe un’autorevole smentita tanto per evitare agli Ovadesi la sindrome ricorrente della stupidità assoluta. Al contrario se quanto detto é corretto: riflettiamo e mettiamo a profitto in tutti i sensi le capacità innovative. Cominciamo a fare pulizia mentale, innanzitutto tra le dicerie ed il libero mugugno lasciati in balia di sé stesse. Anche l’opposizione, le associazioni, i cittadini, hanno delle responsabilità che dovrebbero assumere ed il compito civico di vigilare ed avanzare proposte risolutive e di interesse collettivo credibili.
29 giugno 2007