Figli di un Dio Minore

Settembre 2000

Non voglio fare di tutt'erba un fascio, però la vicenda dei 24 Ansaldini dovrebbe fare riflettere in quale stato di democrazia e diritto viviamo. In questi giorni abbiamo affrontato molti temi: lavoro, democrazia,
partecipazione, informazione ecc. Il calore d'ogni intervento e pari all' interesse personale di chi scrive.
Nel caso dei 24 sono tentato di non smettere. Mi limito solo ad evidenziare la diversità d'interesse che sì da al valore lavoro di un insegnante o di un giornalista o di un libero professionista e quello invece, di un
metalmeccanico, fosse questo operaio, tecnico o ricercatore.


Ieri alla festa, nel dibattere la salvezza dell'Unità, qualcuno ha rilevato la professionalità di giornalisti e redattori, il ruolo dell'informazione e dei giornali, scongiurato il ricorso ad agenzie di servizio e simili,
scopriamo però, che un comunicato dei DS genovesi contro i licenziamenti in Ansaldo, non è stato pubblicato da nessun quotidiano. Sulla questione stipendi e insegnanti, qualcuno evidenzia gli studi, la laurea, l'importanza della scuola, però, rifiuta il rinnovamento, gli accorpamenti dei servizi,
la polivalenza e la mobilità nel nome della missione e del "E' sempre stato cosi e tale deve continuare". Potrei continuare con altri esempi, non scordando che c'è né per l'asino e chi lo mena. Nel caso dei 24 però voglio spendere ancora qualcosa.


Sbaglia chi pensa che questi lavoratori sono "Figli di un dio minore"; chi crede di poter fare i cazzi propri, solo per il fatto, che continua a far parte di una squadra parzialmente rinnovata e salutata positivamente dalle forze politiche e sociali. Illuso chi dubita sulla necessità di un intervento stile ONU per ristabilire le regole democratiche, la convivenza civile e le corrette relazioni industriali, in un'azienda che continua ad
essere foraggiata da denaro pubblico.


La strada perseguita da questo nuovo vecchio gruppo dirigente è sempre la stessa di vent'anni fa; oggi con la scusa della privatizzazione continua a fare i propri interessi, altro che salvare pezzi di produzione, utilizzando l'arroganza e la prepotenza. Mi auguro che non vi sia compiacenza politica.

 

1969 • Pausa in Ansaldo

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