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Ricorrenza assassinio G. Rossa 24 gennaio 2001 Ventidue
anni fa venne assassinato Guido Rossa. Oggi nei capannoni di quella
che è stata la sua fabbrica lo hanno ricordato i suoi compagni
di lavoro, vecchi e giovani, il sindacato, le istituzioni provinciale
e comunale presenti con la presidente Vincenzi e il vicesindaco Montaldo.
Funerali di Guido Rossa, operaio comunista e sindacalista assassinato dalle BR |
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| LUnità in piazza Petrella 28 marzo 2001 Indubbiamente, come sostiene Candito,
la sinistra é cambiata, noi siamo cambiati, non diciamo niente
di nuovo, perché l'adeguamento ai tempi é alla realtà,
per quanto ci riguarda, é una costante. La storia ne é una
riprova, da Bordiga e T. Noce a Gramsc e il partito nuovo, da Togliatti
e la svolta di Salerno, da Berlinguer a Occhetto, dalla cosa a Icare,
il cambiamento, non lo snaturamento, fa parte del nostro DNA. Si, abbiamo
puntualizzato é allargato, spostando il baricentro, verso altri
soggetti e individui, facendo delle correzioni sul piano ideologico e
sul ruolo del partito nella società, stiamo attenti però
a non spostarlo più di tanto e indebitamente, dal mondo del lavoro
vengono i cambiamenti ecc. Punto.
Stamani é saltata la presenza
del partito attraverso il volantinaggio, sarei tentato di dire che con
la pioggia e senza la mensa non si fa rivoluzione ma non é così,
ci rifaremo Sabato. Tuttavia il solito drappello di amici e compagni non
ha rinunciato alla piazza e alla discussione sugli avvenimenti attuali.
Emilio, Vincenzo e Carlo commentavano
l'intervista di Biagi e ripetevano le paure di Indro. Francesco e Rosario,
invece, Schernivano il Cavaliere e il Polo che accusano la sinistra di
manovrare Montanelli. Lo tenevamo aperto, in modo che si potesse vedere il nome, l'impaginatura a colori, l'occhiello su Haider, il titolo sui miliardi occorrenti al cavaliere per comprare l'Italia, e poi, il commentare a voce alta il fondo di Colombo e la spalla di Eco, insomma mostrare l'orgoglio di avere in mano un giornale nostro, si, nostro, un quotidiano che da sempre é stato anche uno strumento di lavoro per gli attivisti e i militanti del vecchio PCI e dei compagni che operavano nel sindacato. L'articolo di fondo, la nota di Fortebraccio ed in seguito quella di Serra, venivano adoperati, copiati e affissi nei posti di lavoro e spesso, erano l'argomento che permetteva di iniziare la giornata politica e lavorativa. Non voglio sostenere, che con l'Unità la campagna elettorale sarà più facile e quindi la vittoria assicurata, ma, credetemi aiuta, aiuta molto, soprattutto quegli iscritti e simpatizzanti che non vengono in sezione o in piazza e che sono costretti a stare in casa in balia di mercenari dell'informazione e di venditori d'oppio. |
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Bentornata Unità 30 marzo 2001 Aspettavo con ansia il ritorno. In questi mesi ho continuato ad assicurare i lettori ed i compagni che chiedevano continuamente e le cui speranze di rileggere l'Unità, cominciavano ad affievolirsi. Inutile dire che ieri in Piazza Petrella, cuore popolare di un quartiere della Valpolcevera, roccaforte della sinistra e dei nostri lettori, il ritorno in edicola è stato un evento. I tanti pensionati e casalinghe, cui molti Ansaldini come me, che vi stazionano ogni giorno, usano chiacchierare del pił e del meno, specie degli avvenimenti politici. Fermo restando l'attenzione per la crisi della borsa, ieri, principali argomenti erano il ritorno dell'Unità e Indro Montanelli. Si commentava l'intervista di Biagi e si ripetevano le paure di Indro, si schernivano il Cavaliere e il Polo che accusano la sinistra di manovrare tutto e tutti. Molti di noi, da sempre diffusori e sostenitori dell'Unità, non potevano non parlare di questo eroico e storico pioniere dell'informazione. |
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Sarà fideismo, amore viscerale, il culto di un simbolo, sarà tutto quello che volete, ma ieri in piazza Petrella, eravamo orgogliosi di avere in tasca il nostro giornale. Lo tenevamo aperto, in modo che si potesse vedere il nome, i colori, l'occhiello su Haider, il titolo sui miliardi occorrenti al cavaliere per comprare l'Italia, e poi: commentare a voce alta il fondo di Colombo e la spalla di Eco, insomma mostrare l'orgoglio di avere in mano un giornale nostro, si, nostro, un quotidiano che da sempre é stato anche uno strumento di lavoro per gli attivisti e i militanti del vecchio PCI e dei compagni che operavano nel sindacato. L'articolo di fondo, la nota di Fortebraccio ed in seguito quella di Serra, venivano adoperati, copiati e affissi nei posti di lavoro e spesso, erano l'argomento che permetteva di iniziare la giornata politica e lavorativa. Non voglio sostenere, che con l'Unità la campagna elettorale sarà più facile e quindi la vittoria assicurata, ma, credetemi aiuta molto, soprattutto quei simpatizzanti che non vanno in sezione o in piazza e che sono costretti a stare in casa in balia di mercenari dell'informazione e venditori d'oppio, grazie a tutti e buon lavoro.
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| Cronache di un viaggio tra analisi e diporto 24 maggio 2001 Seppur in vacanza, ho seguito il dibattito sviscerato
sulla ML, ho persino inviato un intervento, che non ho ritrovato; probabilmente
devo aver commesso qualche errore d'invio, poco male. Non voglio riprodurlo
e ridare fiato a polemiche inutili e logorroiche analisi giustificative.
La sindrome delle analisi ormai ci perseguita in lungo ed in largo; non
vi club, circolo, forum o sezione, che non si analizza la sconfitta elettorale.
Pure i nostri avversari ci dicono dove abbiamo sbagliato e perché.
Anche sulle pagine dell'Unità troviamo tutto ed il suo contrario,
proposte e controproposte, i giovani contro gli anziani, la base contro
i vertici, la donne contro gli uomini ecc, persino la candidatura di Santoro
a segretario del nuovo partito di sinistra? In tanto ciarlare e chattare, ovviamente qualcosa di
buono e di vero c'è, ma siccome siamo di fronte alla sconfitta
di una coalizione, ogni componente di essa scarica sulle altre ed ogni
realtà locale da la colpa all'altra limitrofa per poi convergere
tutti sulla colpa ai DS e a Massimo D'Alema, che se, in una certa fase
ed in un certo momento, indi poi poscia alza la coscia e piscia, forse
e può darsi che...... (bo!) Resta sempre il dubbio se nello stoccafisso
alla messinese i capperi vanno soffritti oppure inseriti a metà
cottura. Ritornando dopo tanto tempo, nelle zone dell'alto e medio Sele, centro del cratere del terremoto del 1980, credevo di trovare , almeno lì, più concretezza, illuso! A Laviano dove la presenza del sindacato e dei lavoratori é stata massiccia e di contrasto al sindaco sceriffo, la sinistra ha perso perché il sindaco, nu bravu guaglione, 40 morti in famiglia sotto le macerie, ha dato a tutti quello che gli spettava, non ha fatto favori a nisciuno, (?) allora! perché rieleggerlo? Ieri mattina, leggevo il mio giornale
seduto in piazza S. Sofia, antica chiesa di BN capitale del Sannio. Un
funzionario della locale federazione dei DS, si avvicinò e con
voce rotta m'informò della scomparsa del compagno Natta. ( Dell'ex
segretario del PCI ricordo i tanti colloqui a Roma, Genova e sul Melogno,
le diverse campagne elettorali é, commosso, la sua partecipazione
al convegno fatto al Montale sui pericoli per la democrazia, ricordo che
quel giorno, lo incontrai insieme alla sua compagna, soli e spaesati in
galleria Mazzini, prendemmo insieme un caffè ed in un passaggio
insito di ricordi mi disse: i comunisti non li vuole nessuno, non siamo
più di moda). Ritornando a S. Sofia, era la prima volta
che vedevo quell'uomo e che soggiornavo a Benevento. Quel compagno vedendomi
leggere l'Unità non ebbe dubbi sulla mia provenienza politica e
ritenne doveroso informarmi. Mi spiegò che leggere l'Unità
in un posto come quello é un segno tangibile di appartenenza politica,
qualche anno fa non era possibile. Tra me e me dissi: spero di non correre
in seguito lo stesso rischio; qualche mese fa, senza l'Unità non
ci saremmo neppure conosciuti. Scambiammo con altri avventori del bar
le opinioni sui noti risultati elettorali e quelli da venire dopo i ballottaggi,
a BN siamo in corsa con un bravo candidato mastelliano. "Però
a BN Mastella non é visto di buon occhio, non ha fatto niente per
il paese, mentre ad Avellino Ciriaco, quello sì che é un
vero leader(?!?)" La cosa venne pure rilevata da un gruppo di giovani
studenti in visita al museo, che sentendomi parlare vollero le mie opinioni
sui risultati, sul loro bellissimo centro storico e sul G8 a Genova. Dopo
una lunga e interessante chiacchierata mi ritrovai d'accordo con l'email
di un giovane pubblicata sul forum dell'Unità che chiede più
spazio per coloro che, pur affondando le radici sul glorioso passato della
sinistra storica e traendo insegnamento da compagni/e come Natta, Berlinguer,
Jotti, Amendola e DiGiulio: rappresentano il futuro ed intendono i rapporti
a sinistra e nella coalizione in modo diverso da noi reduci e instancabili
nostalgici. Chi é stato ai seggi elettorali ed ha visto le schede annullate non può non tenere conto dei tanti messaggi impliciti in esse; chi gira per i quartieri e le piazze del paese, chi si rapporta con il mondo e i problemi quotidiani, non può non tenere conto di quanto dice e lamenta la gente. Quando invochiamo franchezza, partecipazione, chiarezza e democrazia nelle prossime assisi: non limitiamoci a ricordare solo quanto fatto e quanto eravamo belli, ma decidiamo cosa e come vogliamo essere, cosa fare e con chi, evitiamo tutti i dietro front, che a mio avviso non pagano e non danno credibilità.
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