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All'etā di tre anni sono arrivato a Bagnara
calabra, dove i miei genitori lavoravano in un'azienda a conduzione
famigliare. Bagnara č una cittadella di undici mila abitanti divisa in tre
parti: quella arroccata lungo la statale Aurelia che sale al monte S. Elia,
quella bassa, formata da due grossi insediamenti comunemente chiamati il
centro e il rione dei pescatori, č caratterizzata da una striscia di spiaggia
che dai piedi del monte S.Elia, si distende verso Scilla.
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All'etā di 15 anni emigrai a Genova insieme
con mio padre, dove lavorai come muratore, imbianchino, cameriere,
metalmeccanico. Dopo la parentesi del militare nei paracadutisti ed un breve
periodo alla Siemens di Milano, fui assunto all'Ansaldo di Genova dove
lavorai fino all'etā pensionabile.
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Quindi, un ragazzo
nato in un paese e cresciuto in un altro con cultura e storia diversa.
Divenuto uomo a Genova, in mezzo agli operai e ai lavoratori di questa cittā
e sentendosi per questo profondamente legato ad entrambi, come al paese natio
San Giorgio Morgeto e a quello che lo vide fanciullo ed emigrante, Bagnara
Calabra.
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