Storie di lotte, lutti e letti

di un elettrosaldocarpentubi

Autobiografia di Lino Morabito

657 pagine di vita vissuta: dall'infanzia all'emigrazione, dalla segheria ad
operaio edile, poi calderaio e infine elettricista; dalla bottega d'arte
alla Siemens e all'Ansaldo, da San Babila al '68, dalla solidarietà nelle zone
terremotate alle grandi ristrutturazioni. Militanza politica e sindacale.

Vita, sogni, lotte, dolori, amori e delusioni di un metalmeccanico. Prenota in tempo l'opera
prima di un operaio militante politico e sindacale della prima e seconda Repubblica.

      presentazione

Mi è sembrato doveroso scrivere due righe di assenso al lodevole lavoro atto a portare un modesto tassello di storia del movimento sindacale e politico, vissuto lavorando in una fabbrica di grande rilievo industriale per Genova e per il Paese. Credo - e parlo anche a nome dei compagni dell'Ansaldo di Campi in pensione, sia questo un contributo ai problemi del lavoro, dove anche il desiderio di lasciare testimonianza scritta trova spazio, la necessità di acquisire ideali, valori, solidarietà, che hanno segnato un'esistenza vissuta in stretto contatto con eventi, forse marginali, ma dove anche le piccole e combattute conquiste democratiche, oltre alle migliorie salariali, possono offrire una vita accettabile, in fabbrica e fuori.
Come dice il senatore Francesco DeMartino: "Il peggio che può accadere in un popolo non è il mutamento delle idee, perché questo è nella natura delle cose, ma è la perdita della memoria storica".
Lo sforzo encomiabile di Morabito è teso al recupero di questa memoria storica nell'ambito del suo lavoro di operaio, ancor più meritevole, perché fatta da autodidatta, e queste pagine sono scritte col proposito di dare sostanza all'attività per l'avvenire delle nuove generazioni in un momento tormentato da incertezze costituzionali ed etiche e dare vigore alle sfide da affrontare, dando nuovi motivi al protagonismo democratico, avendo come esempio - forse un po' emblematizzato- una classe lavoratrice degna di rappresentare " una bella generazione".

Elvio Cruciani

Un volume così poderoso stupisce che sia stato scritto come opera prima da un "non addetto ai lavori". Conoscendo però più da vicino l'autore e le sue vicende personali, si comprende come esso sia stato dettato quale "catarsi" ed allo stesso tempo "consolatio" in un periodo difficile della sua vita, in cui tutto pareva naufragare e precipitare; ma, dopo lungo travaglio, ecco il libro che lo conduce di nuovo alla voglia di vivere e lottare. Fu vanagloria? Ai lettori l'ardua sentenza ed all'autore buona fortuna.

Anna Bordoni
Docente di Scuola Media Superiore

titoli

Alcuni stralci tratti da "Storia di Lotte Lutti e Letti"

prenotazione

seconda parte