25 gennaio
2004
Viviamo
 

A lungo o cercato tra le maschere e la bolgia del carnevale,
lungo il ripido ciottolato della via crucis,
nell'avvento della Pasqua,
nelle false spiagge ferragostane
dei nostri torrenti,
tra le luminarie e le fosforescenze
degli addobbi natalizi,
oltre i tetti e gli stretti vicoli
del centro storico,
in questo paese che dorme e mugugna,
avvolto dalla nebbia,
inumidito dall'Orba e dallo Stura,
assediato dal freddo gelo,
preso nella stretta morsa degli antichi
e nuovi inquinamenti;
conteso dalla tradizione che si rinnova e,
dal vecchio che si maschera di nuovo.

Avverto la tua presenza,
si manifesta virtualmente;
sorge indecisa a giorni alterni,
s'annuncia come l'avvento.
Chiedo dov'eri, dove stai,
dove vai,
urlo come un pescivendolo,
dove sei,
chi ti custodisce, in quale isola,
perché,
al riparo da sguardi indiscreti,
da possibili e gioiose emozioni.
Viviamo soli la gioia delle feste,
coltivando l'amore per gli altri,
forse, nel freddo insolito di questi giorni
risiede il bello ed il calore della vita.

 

 

 

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