Testimonianza

Sullo scenario politico attuale si sviluppa il racconto di esperienze di vita sentimentale e sessuale del protagonista Lino che passa da un amore virtuale in rete ad un amore reale che, inevitabilmente, lo tradirà e lo deluderà. La figura di “Marta” così complessa ed indefinibile, difficile da “catturare” fino in fondo, sbalza prepotentemente dallo sfondo delle vicende della primavera-estate di quest’anno, contendendo spazio alla delusione elettorale, alle riflessioni sul G8, alle previsioni congressuali, alla Festa dell’Unità.

Questo è il mondo reale di Lino e, nel racconto, a volte la riflessione politica diventa un po’ troppo tecnica e pesante: questo è comprensibile vista la sua estrazione sindacale. Comunque Marta, le ex mogli, i figli, le varie amiche ruotano veloci come in un caleidoscopio, tingendo di vari colori le giornate del protagonista che si rivela veramente di sentimenti poliedrici: tutto sente e tutto vuole il “nostro” Lino senza tuttavia conoscere mai bene a fondo le “sue” donne: vero è che colleziona fallimenti.

Il sesso forse ha un peso un po’ troppo rilevante nel contesto totale: ma si sa…
L’unità di misura dell’uomo medio alla quale ricondurre il rapporto con l’altra metà del cielo è sempre quella! Piace lo spunto di mescolare realtà e virtualità, verità e finzione, anche se non è nuovo (viene in mente “La rosa purpurea del Cairo” di Woody Allen).

D’altra parte l’utilizzo del PC per creare un personaggio virtuale che è come si vorrebbe essere in quel momento e che si pone agli altri senza far conoscere la propria vera personalità è, una malattia diffusa ed attuale. Lino però ne è stato contagiato solo in parte: non dura molto per lui lo “chattare” con personaggi indefiniti: la voglia di realtà ha rapidamente il sopravvento con tutti i rischi connessi.

Proprio parlando del mondo reale forse Lino esagera nella puntigliosità parlando dei suoi viaggi andata e ritorno, delle gite fuori porta e nei dialoghi: per questo in qualche punto il racconto rallenta, si arena, diventa pesante. Infatti molti particolari strettamente autobiografici, tipo diario, non sono rilevanti al fine dello svolgimento della storia che porta il protagonista da una nuova delusione ad un nuovo amore.

Lino è innamorato dell’amore, non può fare a meno delle donne e di soffrire per esse anche perché in fondo non le conosce, non riesce a capirle e questo è comprensibile vista la maschilista catalogazione che ne da nelle prime pagine della novella “..le massaie frustrate, le moglie stufe di essere mogli….” Questa è una chiave di volta che Lino dovrebbe capire: le donne sono come i gatti… nessuna è uguale all’altra ed ognuna di loro contiene uno scrigno di intelligenza, di sensibilità, fantasia, coraggio e un po’ di incoscienza, voglia di libertà di scelta, un po’ di presunzione di se, concretezza, buon senso, pazienza…

Un cocktail variegato nel quale volte prevale più un sapore che l’altro.

Pastorino Irma, Laureata
Angela Zuppardo,
Insegnante

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